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Speranza: “Ci sono condizioni per uscire dalla tempesta, AstraZeneca è un vaccino sicuro”

"Nelle prossime settimane dobbiamo tenere ferma la rotta e dimostrare ancora una volta, sul campo, la forza del nostro Paese"

Roma. “Ora sappiamo che ci sono le condizioni per uscire da questa lunga tempesta, a patto di muoverci tutti con rinnovato spirito di coesione nazionale: nelle prossime settimane dobbiamo tenere ferma la rotta e dimostrare ancora una volta sul campo la forza del nostro Paese”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza nell’informativa alla Camera incentrata sui temi dei vaccini e delle riaperture.

“Nel secondo trimestre arriveranno 50 milioni di vaccini e Pfizer anticiperà alcuni milioni di dosi che per l’Italia significano circa 7 milioni. Prudenzialmente il commissario Figliuolo sta lavorando a 45 milioni dosi di vaccini in arrivo entro giugno. Questo ci mette nelle condizioni di completare la vaccinazione nelle fasce più a rischio. Vaccinare i più anziani è giusto e tutte le regioni devono attenersi a queste indicazioni.

Quindi un focus sui vaccini più dibattuti, in primis AstraZeneca: “Per quanto riguarda AstraZeneca si tratta di una questione delicata che dobbiamo trattare con chiarezza e precisione. Stiamo ai fatti e ai numeri: ogni nostra scelta è da sempre guidata dall’evidenza scientifica e dal principio di precauzione”. 

“La comunità scientifica internazionale in tema di vaccini ha compiuto una impresa senza precedenti nella storia, rendendo possibile produzione di più vaccini in meno di un anno. In questa lotta contro il tempo, è fisiologico che l’utilizzo di un vaccino possa esser ridiscusso, disponendo man mano che passa il tempo di una casistica molto più ampia. 

Sgombriamo il campo da equivoci: AstraZeneca è un vaccino efficace e sicuro, che salva la vita delle persone. Lo abbiamo visto in modo particolare guardando al successo della campagna vaccinale inglese. I vaccini che utilizziamo sono tutti sicuri, ma con Astrazeneca prosegue però la discussione sui ritardi nelle consegne che hanno decelerato la nostra campagna vaccinale”. 

“Per quanto riguarda i casi avversi al vaccino sono rarissimi e molti scienziati, negli ultimi giorni, ci hanno ricordato che non esiste farmaco per cui si possano escludere al 100% effetti collaterali: i benefici, poi, sono di gran lunga superiori ai rischi, ma questo può non essere sufficiente a dissipare i dubbi. L’arma più efficace, in casi come questo, è la trasparenza”.

Su 32 milioni di vaccini e 222 segnalazioni, sono stati registrati 86 eventi avversi di cui 18 fatali, parliamo comunque di un fenomeno per quanto doloroso numericamente molto ridotto. Evidente che non dobbiamo sottovalutare e mantenere alta la vigilanza: eventuali le modifiche e cambi di rotta nella somministrazione fanno parte della nostra grande attenzione”. 

Proprio dall’evidenza scientifica è nata la decisione di raccomandare AstraZeneca solo ad alcune fasce d’età: “La scelta fatta di raccomandare AstraZeneca fra i 60 e i 79 anni ha duplice motivazione: poche reazioni avverse, concentrate nel 90% dei casi sotto i 60 anni; e l’esperienza inglese ci dice che è indicato per persone che hanno un organismo in declino. Relativamente ai cittadini che hanno ricevuto la seconda dose in Inghilterra, su 600mila vaccinati si sono registrate zero reazioni avverse“. 

Quindi, si passa al vaccino Johson&Johnson: “Ora è stato sospeso Johnson&Johnson negli Stati Uniti avendo riscontrato 6 eventi avversi su milioni di vaccinazioni che ha portato l’azienda a decidere di rimandare la campagna di vaccinazione dei singoli paesi europei. La speranza è che presto ci siano elementi di chiarezza che ci permettano di utilizzare questo vaccino, ma quel che è certo è che l’Italia valorizzerà le indicazioni della comunità scientifica come ha sempre fatto. Con l’arrivo massiccio di dosi, comunque, la campagna sta accelerando per completare le vaccinazioni. I dati mostrano che vaccinare funziona, con netto crollo di contagi e decessi nelle categorie maggiormente colpite dalla pandemia”. 

“Ci sono stati degli errori nelle negoziazioni europee ma fare da soli non sarebbe stato meglio. Comprare i vaccini insieme è stato giusto a livello europeo. Ora stiamo rafforzando la capacità italiana di produrre vaccini a partire da quello di Reithera“, ha aggiunto.

Sulla crisi e le riaperture: “Ora, poi, va data risposta alle preoccupazione degli italiani, alla crescita delle nuove povertà e alle difficoltà, ma non esistono risposte semplici a temi complessi. Vogliamo dare certezze: consentire a tutti una nuova stagione, ma in sicurezza, senza mettere a repentaglio la salute e fare scelte affrettate. Serve unità da parte di tutti”.

“L’ultimo monitoraggio dopo 4 settimane di misure severe, segnala che le terapie intensive sono ancora al 41% di occupazione: è un dato che dovrebbe far riflettere chi dice che abbiamo adottato misure troppo severe. Dobbiamo ascoltare il grido d’allarme dei medici che non possono essere lasciati solo in trincea. Dobbiamo essere tempestivi nelle chiusure quando serve e abbiamo il dovere di costruire una road map per l’allentamento delle misure sempre approvate all’unanimità dal Cdm”, ha conlcuso Speranza.

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