Scienze della formazione occupata, il rettore: “Dialogo con gli studenti”, ma l’Università sporge denuncia - Genova 24
Botta e risposta

Scienze della formazione occupata, il rettore: “Dialogo con gli studenti”, ma l’Università sporge denuncia

La replica degli studenti: "Non siamo intimoriti, vogliamo un'università diversa"

L'Università "liberata": occupata il dipartimento di Scienze della formazione

Genova. ”C’è un dialogo continuo con loro. Certamente non è bello che degli studenti occupino spazi in maniera impropria. Certamente siamo sensibili al disagio che in questo momento si percepisce nelle fasce giovanili, è un disagio diffuso. L’Università sicuramente non si tira indietro, decide di confrontarsi, però invito sempre i ragazzi a dialogare con noi nelle forme corrette dal punto di vista istituzionale e del rispetto delle leggi”. Così il rettore dell’Università di Genova Federico Delfino a margine della presentazione di una ricerca sul Covid negli ambienti chiusi, ha parlato stamattina dell’occupazione della facoltà di Scienze della formazione cominciata una settimana fa.

Nei giorni scorsi L’Università di Genova ha sporto denuncia alla Digos per invasione di terreni o edifici, e non per interruzione di pubblico servizio, una scelta che potrebbe essere interpretata soprattutto come un’autotutela dell’istituzione nel caso in cui all’interno degli spazi occupati qualcuno si facesse male o, per esempio, venisse rilevato un cluster di Covid.

Secondo quanto appreso, al momento, non ci sarebbe stata da parte del rettore alcuna richiesta di sgombero, tanto più che la didattica all’Università di Genova è ancora in gran parte in dad.

“In questa settimana vari docenti porteranno qui i loro corsi. Ma stiamo venendo accusati di interruzione di pubblico servizio” dice in una nota il collettivo Come studio Genova, promotore dell’occupazione “La logica che sta usando la governance universitaria per intimorirci non fa che darci ancora più forza – scrivono gli studenti – Per noi non si è mai trattato di rientro, noi vogliamo un’università diversa: dove il merito non sia strumento di dominio, dove i fondi siano ripartiti equamente alle università, dove la logica aziendalistica sia smantellata una volta per tutte” .

L’interruzione di pubblico servizio – concludono gli studenti, anche se il reato constato è formalmente diverso – è avvenuta l’8 marzo 2020, e avviene da 30 anni ogni volta che tagliate, schiacciate e opprimete il welfare pubblico”

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