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La seconda indagine

Santone arrestato: il tantrismo, le ‘tariffe’ di soggiorno e quell’indagine per violenza sessuale

Roberta Repetto aveva pagato 60 mila euro al centro Anidra. I genitori ringraziano la procura: "Nessuno deve più cadere in quella rete"

Genova. Si considerava un guru, un maestro, una specie di ‘illuminato’ capace di dominare anche il tempo meteorologico e soprattutto le persone Paolo Bendinelli, 69enne arrestato oggi dai carabinieri per concorso in omicidio con dolo eventuale insieme al medico bresciano Paolo Oneda.

Si dice che al centro Anidra Bendinelli a un certo punto avesse un cane: lo aveva chiamato Zen e alle ragazze che vivevano lì diceva che zen era una sorta di suo prolungamento, che lui poteva controllare tutto con i suoi occhi.

Al centro negli anni sono arrivate molte ragazze, spesso giovanissime con alle spalle fragilità di vario tipo che cercavano di recuperare fiducia in se stesse grazie alla quella specie di ‘comune’ di cui Bendinelli era il padre-padrone. In qualche caso erano stati gli stessi genitori delle ragazze ad affidarle a lui perché le aiutasse.

Sul santone, oltre all’arresto per la morte di Roberta Repetto, pende anche un’indagine per violenza sessuale nata a metà del 2019 grazie ad alcuni esposti e che è ancora in corso.

L’ipotesi degli investigatori è che al centro Anidra i rapporti sessuali non fossero sempre consenzienti, ma in qualche modo le ragazze fossero costrette o quantomeno plagiate da Bendinelli e probabilmente anche da altri responsabili del centro. Alcune lo consideravano come un padre – raccontano alcune fonti – altre se ne erano innamorate e ne avevano fatto l’unico punto di riferimento, isolandosi da tutto i resto.

Per vivere nel centro si pagava una quota, circa 5-6 mila euro l’anno: in cambio le ragazze venivano messe al lavoro o nell’agriturismo oppure contribuivano all’ampliamento del centro stesso anche con lavori di muratura. E oltre alla quota fissa le ospiti/discepole, spesso provenienti da ottime famiglie, erano invitate a versare una quota volontaria.

Roberta Repetto, si legge nelle carte relative alla sua morta, aveva versato nel tempo circa 60 mila euro a Bendinelli e soci.

Il 69enne, che insegnava e praticava il tantrismo, sarebbe stato solito dormire anche con più ragazze alla volta con cui aveva rapporti sessuali di gruppo.

Se ci siano state forme di plagio o costrizione in queste pratiche saranno le indagini a dirlo. “La nostra non è un’indagine sulle pratiche olistiche” ci ha tenuto oggi a sottolineare il procuratore Francesco Cozzi. Di sicuro diverse persone coinvolte in questa vicenda, che poi si è drammaticamente collegata alla morte di Roberta Repetto, sono state ascoltate e altre lo saranno.

Intanto i genitori di Roberta ringraziano la procura: “Roberta era una ragazza brillante, in gamba. Ma dopo la sua morte, quando abbiamo iniziato a sapere cosa le era successo, ci è sembrato di vivere le scene di un film dell’orrore” hanno spiegato all’Ansa.

“Vogliamo ringraziare la procura – proseguono i genitori – e i carabinieri per il grande lavoro fatto. Vorremmo che questa vicenda. nonostante tutto il dolore, possa servire affinché a nessuna altra succeda tutto questo. Nessuno deve più cadere in questa rete e subire quello che ha patito Roberta”.

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