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Spiegato meglio

Ristorazione all’esterno, per chiamarsi “dehors” basta abbiano due lati aperti

Pubblicata una faq sul sito di Regione Liguria. I chiarimenti erano stati chiesti dalle associazioni di categoria

Genova. Con l’applicazione del dpcm che dal 26 aprile consente l’attività di ristorazione per bar e ristoranti a pranzo e a cena purché all’esterno, sono arrivati anche i dubbi su che cosa sia considerato “all’esterno” e cosa no.

Per questo la Regione Liguria ha pubblicato sul sito ufficiale dell’ente un chiarimento – una faq – dal titolo: “Quali sono le condizioni per poter svolgere l’attività di ristorazione all’interno di un dehor/veranda esterna?”.

Questa la risposta: “Ai sensi dell’art. 4 del D.L. n.52/2021 a partire dal 26 aprile 2021, sono consentite le attività dei servizi di ristorazione svolte da qualsiasi esercizio (tra cui bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie ecc.) con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, anche a cena, nel rispetto dei limiti orari previsti per gli spostamenti (dalle 5.00 fino alle 22.00), nonché da protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto legge n.33 del 2020”.

“Si ritiene che possano connotare tale condizione anche verande esterne o dehors con strutture/coperture complesse, purchè vengano mantenute aperte almeno due o più pareti perimetrali”, conclude la Regione.

“Era un chiarimento che ci era stato chiesto da qualche giorno dalle imprese del settore ed è giusto specificare che bastano due pareti aperte per definire uno spazio dehors”, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante il punto stampa serale.

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