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Manifestazione

Ristoratori in piazza: “Rispettiamo le regole ma non ce la facciamo più. Pronti a vaccinarci”

La manifestazione promossa dalla Fipe: Tra le altre proposte quella di poter spostare alla 23 in coprifuoco

Genova. Ci sono le acciughe salate, il pane tondo, la focaccia genovese e quella di Recco, i dolci e il pesto. Scatole di cartone che simboleggiano i prodotti liguri in piazza della Vittoria a Genova insieme alle categorie che questi prodotti li vendono ai genovesi e ai turisti e che da un anno sono affossati dalla pandemia. Oggi per la prima volta dall’inizio delle chiusure a causa del Covid la Fipe Confcommercio è in piazza a Genova per chiedere certezze sulle riaperture.

“Presidente del consiglio, ministri vedete davanti un’Italia che vuole rispettare le regole ma che non ne può più” introduce dal palco allestito sotto l’arco di piazza della Vittoria Paolo Odone, presidente ligure della Confcommercio. Si rivolge direttamente al governo non solo perché è il primo interlocutore di questa difficile vertenza dei ristoratori ma perché la piazza genovese della Fipe è collegata direttamente con quella di Roma

“I genovesi vogliono essere vicini ai colleghi di Roma per dare voce a un comparto che non vede il futuro – spiega il presidente della Fipe Confcommercio liguria Alessandro Cavo – con ristori inadeguati e la mancanza di una data anche indicativa per la riapertura che hanno messo il comparto in grandissima crisi e in molti casi ai livelli di sopravvivenza. Oggi abbiamo questi cartoni con i prodotti che vendiamo – dice ancora – proprio per coinvolgere l’opinione pubblica rispetto al fatto che le nostre imprese non hanno solo un valore sociale ed economico ma sono anche un capitale culturale condiviso del Paese”.

“Sicuramente siamo arrivati a un punto di non ritorno – aggiunge Matteo Losio, presidente ristoratori della Fipe – non condanniamo sicuramente i gesti eclatanti che abbiamo visto in questi giorni anche perché c’è davvero tanta gente disperata. Non siamo per la violenza né per la disobbedienza ma ci vuole una risposta. L’incertezza ci sta logorando: il fatto di aprire e chiudere è brutto ma il fatto di non sapere quando ripartiremo è terrificante”. Per Losio la risposta potrebbe passare per i vaccini, non solo della popolazione in generale ma anche dei ristoratori : stessi: “Siamo disponibili anche se non tutti sono d’accordo ad essere vaccinati per dare più sicurezza, visto che ci sono già dei Paesi Covid free dove i turisti stanno prenotando. Il vaccino ovviamente resta una scelta volontaria e prima devono essere vaccinate le persone vulnerabili ma se ci fosse la possibilità noi siamo pronti”.

Tra le altre proposte quella di poter spostare alla 23 in coprifuoco “e la possibilità quindi di aprire anche la sera seppur con regole certe e controlli”. In piazza anche i balneari del Sib contro la direttiva Bolkestein.

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