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Rifiuti, approvato ordine del giorno in Regione: “Stop all’aumento Tari per le famiglie”

Bozzano: "Chiediamo che lo Stato provveda, in tempi brevi, a stralciare la parte di decreto che potrebbe generare queste enormi difficoltà"

Regione. In consiglio regionale è stato approvato un ordine del giorno (che vede il consigliere di Cambiamo Alessandro Bozzano quale primo firmatario) con cui si chiede al presidente Giovanni Toti e alla giunta di attivarsi per sensibilizzare il Governo sull’urgente necessità di modifica del decreto legge 116/2020 per evitare l’aumento della Tari alle famiglie.

“Sono molto lieto che anche la minoranza, dimostrandolo con il proprio voto favorevole, abbia compreso l’importanza dell’argomento – spiega Bozzano – Ho accolto positivamente la proposta di portare la pratica all’attenzione della commissione regionale competente, per arrivare a dare risposte ai Comuni che con l’applicazione di questo decreto si troveranno a dover rivoluzionare il sistema di raccolta dei rifiuti con possibili ricadute negative sui bilanci e sul servizio”.

“Con il decreto 116/2020 il Governo ha modificato in modo sostanziale la parte IV del Testo Unico Ambientale, ridisegnando le regole sui rifiuti in attuazione delle direttive Ue, meglio note come ‘Pacchetto Economia Circolare’. L’applicazione del decreto legislativo, tra le altre cose, inserisce la possibilità per le attività che producono rifiuti urbani di avviarli a recupero al di fuori del servizio pubblico, ottenendo l’esenzione della tariffa. Un principio che in linea di massima è assolutamente condivisibile, ma che dal punto di vista attuativo potrebbe presentare gravi problemi, in ambito di gestione ambientale del territorio da parte dei Comuni ma anche sull’applicazione della Tari, che viene determinata in base a una serie di criteri definiti da Arera, l’agenzia preposta per la tariffazione comunale e statale. Togliendo dall’imposizione una parte di utenze non domestiche si otterrà, infatti, che per bilanciare le entrate si dovrà intervenire con aumenti sulle utenze domestiche. A stabilire tali modifiche è un decreto legislativo e la Regione tecnicamente non può nulla, però la disposizione di attuazione delle Direttive comunitarie prevede che lo Stato, entro 24 mesi, possa modificare il corpo del decreto stesso”.

“Noi di Cambiamo, con un ordine del giorno da me predisposto e condiviso in aula da tutti i gruppi di maggioranza e di minoranza, chiederemo che il presidente Giovanni Toti e la giunta si attivino nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni per sensibilizzare il Governo su questo effetto potenzialmente negativo sulle famiglie. Chiediamo che lo Stato provveda, in tempi brevi, a stralciare la parte di decreto che potrebbe generare queste enormi difficoltà ai cittadini e alle amministrazioni locali. Il nostro obiettivo è di mantenere un equilibrio sulla imposizione tari, che da un lato garantisca il servizio e dall’altro consenta ai Comuni di farlo con puntualità. La pulizia delle nostre città è il primo biglietto da visita”.