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Riaperture bar e ristoranti, Confesercenti avverte: “Le regole proposte dalle Regioni sono inapplicabili”

Contestata, in particolare, la distanza obbligatoria di due metri tra i tavoli se all'interno

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Genova. “Bene ridiscutere, finalmente, di riaperture, ma non si comprende come, rispetto ai protocolli di sicurezza finora applicati, le nuove regole si traducano di fatto in una ulteriore stretta. La distanza obbligatoria ipotizzata, di due metri tra i tavoli, sarebbe una restrizione inapplicabile per decine di migliaia di ristoranti, il 60% dei quali non ha uno spazio esterno, e praticamente per tutti i bar. E anche dove fosse fisicamente possibile implementare la misura, si ridurrebbe drasticamente la capacità di lavoro dei locali al chiuso, obbligandone migliaia alla chiusura definiti”.

Giancarlo Banchieri, presidente nazionale Fiepet Confesercenti, commenta così le linee guida diffuse nelle bozze per la riapertura delle attività, che le Regioni sottoporranno a governo e comitato tecnico scientifico. Oggi riunioni tra conferenza delle regioni e poi con la ministra gelmini.

Venerdì si va verso una nuova riunione della cabina di regia del Governo, presieduta dal premier Mario Draghi, sulla situazione epidemiologica in Italia. I passi successivi saranno in vista del nuovo decreto che, salvo accelerazioni, regolerà la vita degli italiani a partire dal 1° maggio.

“Le misure allo studio avrebbero una ripercussione ancora più pesante proprio sulle attività di una città come Genova che, come sappiamo, è particolarmente avara di grandi spazi all’aperto, e ha già molto risentito per il protrarsi delle chiusure”, aggiunge Paolo Barbieri, coordinatore provinciale Fiepet.

“Dopo quattordici mesi di restrizioni, le nuove norme metterebbero definitivamente a rischio il settore, che dà lavoro a migliaia di imprese e milioni di dipendenti. Le imprese sono stremate, serve buon senso ed un serio confronto sulle riaperture con i rappresentanti delle associazioni di categoria, diversamente sarà un’ecatombe per moltissime attività”, conclude Banchieri.

Ma le Regioni vogliono riaprire anche palestre, piscine, teatri, luoghi della cultura e dello spettacolo. Per lo sport il Cts ha già fissato le regole: 2 metri in palestra, 10 metri quadrati in piscina. Parrucchieri aperti anche in zona rossa e coprifuoco che, con l’apertura dei locali in serata, dovrebbe scattare per forza dopo le 22. Per gli spettacoli si pensa a un massimo di 500 persone al chiuso e mille all’aperto.

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