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Dichiarazioni

Ponte Morandi, Cozzi: “Non abbiamo perso nemmeno un giorno senza lavorare”

Dopo tre anni chiuse le indagini sul crollo, il procuratore: "Lavoro straordinario, onorato per aver coordinato questa indagine"

Genova. “Non è stato perso nemmeno un giorno senza lavorare a questa indagine. La complessità della vicenda, due incidenti probatori, hanno portato a questi tempi”. Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi dopo la chiusura delle indagini sul crollo del ponte Morandi che ha provocato la morte di 43 persone.

“È stato un lavoro straordinario. Questo è un passaggio importante ma ovviamente è il punto di vista della procura, dello Stato. Adesso si apre una fase in cui le difese potranno spiegare le proprie ragioni”, ha aggiunto il procuratore.

“Come servitore dello Stato – ha concluso Cozzi – mi sento onorato ad avere coordinato una indagine come questa. Lo dovevamo alle vittime ma anche per la tutela degli interessi pubblici e privati”.

I pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno, insieme all’aggiunto Paolo D’Ovidio, avevano indagato 71 persone più le due società Aspi e Spea (la controllata che si occupava della manutenzioni) tra ex vertici e tecnici delle aziende, ex e attuali dirigenti e tecnici del ministero delle Infrastrutture e del provveditorato.

A rischio processo 69 indagati e due società, Autostrade per l’Italia e Spea Engineering. Originariamente erano 71, poi scesi a 68 per il decesso di tre persone, mentre ultimamente si è aggiunto un tecnico. Tra i reati contestati figura anche l’omicidio stradale insieme ad attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo colposo, disastro colposo e omicidio colposo plurimo.

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