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Pd ligure, assemblea fiume: Farello resta segretario e promette “congresso entro luglio”

Il documento di sfiducia non sfonda ma resta una frattura nel partito sulla decisione di non rinnovare da subito i vertici

Genova. Si è conclusa in tarda serata, con una promessa – quella di un congresso in estate – e una frattura ricomposta con fatica l’assemblea regionale del Partito Democratico, avvenuta in streaming con quasi 200 partecipanti.

Al centro della riunione la relazione del segretario regionale Simone Farello che ha confermato la volontà di traghettare il Pd verso il congresso per l’elezione dei nuovi vertici e che ha sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente gli iscritti. Per un partito che ha praticamente “inventato” le primarie ma che non ha mai smesso di prendere le decisioni in riunioni ristrette, sarebbe già una svolta.

Su un fronte opposto la fronda degli amministratori che, come fatto trapelare nei giorni scorsi, ha presentato un documento in cui chiedeva che non fosse Farello a reggere il partito fino al congresso ma si dimostrasse da subito una volontà di rinnovamento. Il documento è stato letto dall’ex presidente del municipio Centro Ovest a Genova, Franco Marenco.

A difendere il ruolo di Farello l’europarlamentare Brando Benifei, con un intervento deciso e che riflette il pensiero di quella che è comunque una fetta importante del partito, in particolare gli orlandiani e gli zingarettiani.

A raffreddare definitivamente le acque ci ha pensato Pippo Rossetti, consigliere Pd, esponente della corrente Base riformista, che ha fatto in modo che fosse ritirato l’ordine del giorno di sfiducia. Decisiva poi la mozione AreaDem, con il consigliere Arboscello, che ha proposto di istituire una sorta di comitato garante della preparazione del congresso e di aggiornare la stessa assemblea.

Vero che Farello rappresenta agli occhi degli iscritti le scelte (giuste? sbagliate?) che hanno portato all’esito delle regionali e all’alleanza con il Pd. Ma vero anche che – ha suggerito Rossetti – la responsabilità non è mai di un uomo solo al comando. Ad ogni modo l’assemblea, al termine, ha deliberato i seguenti punti:

L’avvio in data odierna del congresso regionale del Partito Democratico della Liguria, con l’obiettivo di farne un momento ricostituente, aperto e inclusivo, dove le proposte politiche siano in grado di formarsi tramite una larga discussione da concludersi entro e non oltre il trenta giugno”.

L’istituzione di un comitato politico formato dai consiglieri regionali e dai sindaci dei Comuni sopra i 15.000 abitanti che abbia il compito di adoperarsi nel raccordo tra gli organismi dirigenti uscenti del Partito Democratico della Liguria, le sue articolazioni territoriali e istituzionali nello spirito di coesione della nostra organizzazione, per dare alla Liguria un partito più forte e determinato a contrastare le deboli politiche del centro destra”.

“La definizione di una commissione congressuale che sarà eletta dalla direzione regionale che gestisca la fase congressuale lavorando alla costruzione di un confronto aperto con la società ligure”.

Entro giugno o luglio, data auspicata per il congresso, però si dovranno anche chiarire altre strategie: quelle per le amministrative di Savona e, almeno abbozzare, quelle per le comunali di Genova nel 2023.

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