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Pd, il tema delle primarie portato in assemblea regionale: tra un mese il verdetto

C'è chi le caldeggia come opportunità per aprirsi al pubblico ma c'è chi le considera troppo complicate da organizzare, tanto più in tempi di pandemia

Un seggio allestito per le primarie del Pd a Genova nel 2017

Genova. Bisognerà attendere ancora un mese o poco più per sapere se il Partito Democratico in Liguria andrà a congresso con la prospettiva di primarie aperte alla cittadinanza per la scelta del nuovo segretario regionale. L’opzione, però, è da oggi almeno contemplata teoricamente.

Nel pomeriggio, a distanza di una settimana dall’ultima, si è tenuta l’assemblea regionale che ha approvato all’unanimità un adeguamento dello statuto regionale a quello nazionale. Proprio in virtù di questo adeguamento si prevede l’eventuale possibilità di delegare l’elezione del segretario a primarie aperte che comunque dovranno essere votate dal 50% + 1 dell’assemblea stessa ed essere organizzate in base a canoni definiti.

Lo statuto sarà però operativo entro un mese – prima deve arrivare l’ok del nazionale – e questo potrebbe essere un elemento a sfavore della mozione “pro primarie”. Organizzarle in poche settimane, in un momento pandemico, con un partito che da mesi si incontra in gran parte su zoom, sarebbe davvero difficile. D’altra parte c’è chi pensa che l’opportunità di un’apertura oltre la base sarebbe troppo importante per non essere colta.

La decisione è quindi rimandata alla prossima assemblea. Durante quella di oggi però il tema è stato sollevato apertamente da un ordine del giorno presentato da Simona Lottici, dirigente comunale a Genova, già assessore del Comune di Sant’Olcese e vicina appunto all’ex sindaco Armando Sanna, a capo della cosiddetta corrente degli amministratori che a gran voce chiede un rinnovamento nel partito.

L’ipotesi delle primarie non dispiace neppure ad alcuni esponenti di Base riformista e ad orlandiani di area spezzina, mentre fra quelli genovesi lascerebbe più di una perplessità – legata soprattutto alle difficoltà organizzative – e il timore che la sfida possa essere troppo grossa per essere accettata.

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