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Il chirurgo

Omicidio nella comunità spirituale Anidra, il medico arrestato non ancora sospeso dall’ospedale dove lavora

Paolo Oneda ora è in carcere. Anche l'Ordine dei medici di Brescia ha parlato di "reato grave" ma non ha ancora formalizzato procedure disciplinari

Generico aprile 2021

Genova. E’ stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale ed è anche indagato in un procedimento parallelo per violenza sessuale e circonvenzione di incapaci . Paolo Oneda, 48 anni, è uno dei protagonisti della vicenda del centro Anidra ma se possibile, il suo coinvolgimento è persino più clamoroso rispetto a quello del “santone” Paolo Bendinelli. Perché Oneda è un medico, un chirurgo, con qualifica di dirigente in un reparto dell’ospedale di Manerbio, nel bresciano.

Sarebbe stato Paolo Oneda, secondo le accuse della procura di Genova, ad avere asportato un neo in maniera grossolana a Roberta Repetto, la 40enne morta due anni dopo quell’operazione eseguita su un tavolo da cucina, senza anestesia, senza alcuna analisi istologica e sottovalutando la presenza di linfonodi. E che, soprattutto, non ha mai fatto nulla per aiutarla, né quando a pochi mesi dall’intervento ha cominciato a lamentare rigonfiamenti ai linfonodi, infiammazioni e dolori che si sono rivelati le conseguenze della metastasi del tumore, e neppure quando, pochi giorni prima che morisse condinuava a consultarsi con lui, visto che nel frattempo lo aveva pure nominato suo medico curante. Anzi, in base a quanto ricostruito dagli inquirenti, l’avrebbe convinta a mantenere il silenzio su quanto accaduto e a dire ai medici del San Martino che era stata lei a non volere un’istologica.

Da ore si attende l’esito di un consiglio di amministrazione dell’azienda ospedaliera Garda, che comprende anche il presidio ospedaliero di Manerbio, che dovrebbe decidere se sospendere Paolo Oneda, che si trova in carcere a Brescia dal mattino di martedì. Ieri la direzione dell’azienda sanitaria si era dichiarata “a disposizione dell’autorità giudiziaria per qualsiasi evenienza”. Ancora non è stato comunicato alcunché di ufficiale però in merito alla sospensione del chirurgo.

Anche l’Ordine dei medici di Brescia sembra mantenere una certa cautela ma non senza esprimere un fermo giudizio sulla vicenda: ”Allo stato attuale – spiegano – il medico risulterebbe indagato per un reato molto grave e che, se confermato in detti termini in giudizio, comporterà anche severi provvedimenti di competenza ordinistica. Va altresì ricordato che fino alla conclusione dell’iter giudiziario c’è la presunzione d’innocenza”. Questo per quanto riguarda la ipotetica radiazione dall’ordine mentre per una sospensione cautelare si potrebbe procedere anche prima di arrivare a sentenza.

Oneda, che oltre agli studi in chirurgia, aveva conseguito un diploma di specializzazione in agopuntura e discipline correlate, nei mesi passati aveva svolto servizio in reparti Covid, così almeno scrive sulla sua pagina Facebook in cui racconta che “la calma è la cura migliore anche per il Covid”.

Nell’inchiesta per la morte di Roberta Repetto è indagata anche la compagna di Oneda, la psicologa bresciana Paola Dora, che avrebbe non solo assistito all’intervento di Roberta, il 14 ottobre 2018 ma l’avrebbe rassicurata sulle cure prescrittele nei mesi successivi a base di meditazione e tisane.

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