Quantcast
Simbolo

Morto Marco Bollesan, la leggenda del rugby aveva 79 anni

Unico esponente della palla ovale nella Walk of fame del Coni con i 100 sportivi più importanti della storia. Vestì la maglia del Cus Genova

Genova. E’ morto ieri sera Marco Bollesan, 79 anni, leggenda del rugby italiano. Cresciuto nel Cus Genova, era stato quarantasette volte azzurro, trentaquattro volte capitano della nazionale, commissario tecnico alla prima Rugby World Cup del 1987, team manager nelle rassegne iridate del 2003 e del 2007 e fondatore delle Zebre nella loro forma originaria di invitational club italiano.

Nel 2006 fu nominato presidente di SportinGenova, società al 70% di partecipazione pubblica che fino al 2014, anno della sua liquidazione, gestì tutti gli impianti sportivi di proprietà del Comune.

“Il rugby italiano ha perso uno dei suoi figli prediletti – ha dichiarato il presidente della Fir, Marzio Innocenti, esprimendo il cordoglio della federazione – Per i rugbisti della mia generazione, per chiunque abbia praticato lo sport tra gli anni Sessanta e Ottanta, ma anche per chi è venuto dopo Marco Bollesan, è stato un esempio, l’epitome del rugbista coraggioso, il simbolo di un gioco dove fango, sudore e sangue rappresentavano i migliori titoli onorifici”.

“Gli saremo eternamente grati per il suo straordinario contributo. Siamo vicini alle figlie Miride e Marella ed a tutta la sua famiglia”, continua Innocenti. Quella di Bollesan è la seconda scomparsa di un grande campione nella palla ovale in breve tempo, dopo quella di Massimo Cuttitta, ucciso dal Covid.

Nel 2015 Bollesan era stato inserito dal Coni nella Walk of fame dei cento italiani che hanno fatto la storia dello sport. La mattonella con il suo nome è infatti presente nel Viale delle Olimpiadi, al Foro Italico a Roma.

Il rosario si terrà questa sera nella chiesa di Sant’Antonio di Genova Boccadasse alle 17.30 e domani, martedì 13 aprile, alle 11.30 nella stessa chiesa di svolgerà il funerale.

“Una vera icona del rugby nazionale, considerando il suo passato da rugbista, poi da tecnico degli Azzurri e Team Manager, oltre che una lunga vita agonistica con il CUS Genova – dicono dalla Federazione regionale Rugby – enorme il suo trascorso con il XV azzurro, che in tempi dove ancora non esisteva il professionismo ha creato le basi per le attività della palla ovale del futuro”.

“Anche in questo caso la tremenda pandemia, che ci accompagna purtroppo da più di un anno, ci ha comunque colti tutti di sorpresa lasciandoci a dir poco interdetti, mentre ai famigliari di Marco giungono”, concludono dal consiglio del comitato e dal presidente, Oscar Tabor.

“Una notizia drammatica non solo per Genova e il rugby, ma per tutto lo sport azzurro – commenta l’assessore allo Sport Simona Ferro – Due volte campione d’Italia da giocatore, 47 presenze in Nazionale, 6 anni da capitano azzurro, poi allenatore della Nazionale all’esordio in Coppa del Mondo, infine team manager azzurro: sono questi – conclude l’assessore Ferro – i numeri straordinari di uno dei simboli dello sport italiano. Con lui se ne va un mito”.

A nome dell’amministrazione comunale esprimo il sentito cordoglio della città per la scomparsa di Marco Bollesan. Genova è vicina alla sua famiglia” è quanto dichiara il consigliere delegato ai grandi eventi sportivi del Comune di Genova Stefano Anzalone.

leggi anche
  • Walk of fame
    Marco Bollesan, unico rugbista nella Walk of Fame del CONI
  • Idea
    Intitolare il Carlini a Marco Bollesan: la proposta del Partito Democratico
  • In memoria
    Lo stadio Carlini sarà intitolato alla leggenda del rugby Marco Bollesan