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Le croci di San Giorgio e un toccante Ma Se Ghe Penso per la festa della bandiera di Genova

Durante la cerimonia ufficiale a palazzo Tursi sono stati nominati dieci nuovi ambasciatori di Genova nel mondo. Tra loro la pattinatrice Paola Fraschini e il project manager del viadotto Polcevera Roberto Carpeneto

Genova. Le note di Ma se ghe penso, che se non è l’inno di Genova poco ci manca, risuonano nell’atrio di palazzo Tursi con un’acustica perfetta. A cantare sono i coristi del Carlo Felice, una delle poche esibizioni da vivo concesse da qualche mese a questa parte. Sarà anche per questo che l’emozione è palpabile.

E’ stato il momento più toccante nell’ambito della cerimonia istituzionale – non aperta al pubblico ma solo alle istituzioni – della terza festa della bandiera di Genova. Vessilli con la croce rossa su campo bianco, la croce di San Giorgio, hanno circondato il palco dove, tra le altre cose, sono stati nominati dieci nuovi ambasciatori di Genova nel mondo.

Il sindaco Marco Bucci spera che questa sia l’ultima “festa della bandiera” segnata dalle restrizioni del Covid “anche se i genovesi avranno comunque la possibilità di festeggiare, la città è piena di bandiere di San Giorgio”. La festa della bandiera è stata istituita con votazione del consiglio comunale nel 2019. Il primo anno era stata rovinata dal maltempo, nel 2020 era caduta nel primo lockdown e anche questa volta ha dovuto misurarsi con le restrizioni.

“La festa della bandiera è una festa importante per la nostra città – continua Bucci – una manifestazione dell’essere genovesi, dei nostri difetti e dei nostri pregi, del fatto che abbiamo avuto tanti anni di storia e che abbiamo davanti una storia da costruire, con le nostre forze, con la nostra caparbietà e con la nostra capacità di lavorare senza fare troppo chiasso, la bandiera è un simbolo che rende uniti, un simbolo di orgoglio e di quello che vuole essere la città del futuro”.

Alla cerimonia anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “La bandiera è un lembo di stoffa che potrebbe avere poco valore – ha osservato – ma in realtà ci ricorda chi siamo, dove andiamo, chi siamo stati, quali sono le nostre responsabilità, qual è il valore che portiamo con noi e di cui dobbiamo essere all’altezza. È più che opportuno ricordare la nostra storia per spronare tutti a costruire un futuro che sia all’altezza dei colori della nostra città”.

Tra i dieci nuovi ambasciatori di Genova nel mondo, Paola Fraschini, atleta, artista e coreografa, campionessa di pattinaggio che è anche stata protagonista di un video dedicato alla giornata del 23 aprile.

Ma c’è anche Roberto Carpeneto, amministratore delegato di Rina Consulting e project manager del nuovo ponte Genova San Giorgio, poi Salvatore Gagliano, una lunga carriera come aviatore ed esperto di gestione di scenari di crisi per il ministero della Difesa.

Nuovi ambasciatori anche Gianfrancesco Lupatelli, fondatore dell’associazione delle capitali europee dello sport e che ha creato il network che comprende anche Genova. Poi Vittorio Viarengo, manager attivo in California e fondatore del blog Vivalafocaccia. Attinenza con il cibo anche per Gemma Luoise Richardson, che ha sviluppato in Usa il brand Amor Pesto Genovese, corsi di cucina e canali di vendita per produttori italiani.

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