Dopo le 18

La protesta ‘soft’ di piazza delle Erbe: “Luci accese nei locali ma non violeremo il Dpcm”

"Al tredicesimo mese di pandemia la misura è colma ma ancora siamo disponibili a un dialogo con le istituzioni"

Genova. Una protesta silenziosa, pacifica e nel pieno rispetto del Dpcm. Così i locali di piazza delle Erbe, un tempo (che sembra ormai lontanissimo) centro nevralgico della movida genovese, da questa sera dopo le 18 terranno le saracinesche alzate e le luci accese per dire: noi siamo ancora qui ma siamo allo stremo.

“Le luci si accenderanno – scrivono in una nota congiunta i gestori dei locali delle Erbe – per dimostrare che ci siamo e che vogliamo essere parte della soluzione, non vogliamo inutile assistenzialismo e non vogliamo essere un problema. Purtroppo per molte realtà il tempo delle parole è già finito, ma noi, che ancora resistiamo, vogliamo renderci disponibili ad un dialogo con le Istituzioni per trovare soluzioni che possano essere utili per la nostra sopravvivenza e quella di un settore che ci ha resi orgogliosi nel mondo”.

Lo slogan è chiaro, ed è lo stesso che in questi mesi ha accompagnato le proteste di tutto il settore seppur attuate con modalità diverse: “Vogliamo solo lavorare” “A

Noi, locali di Piazza delle Erbe, come sempre, sentiamo la necessità di restare uniti, di darci forza e sostegno, facendo vedere che ci siamo, ma chissà per quanto. Perché un intero mese privo di zone gialle potrebbe essere il colpo di grazia per le nostre attività come per tantissime altre.
Lo slogan scelto è molto chiaro: “Vogliamo solo lavorare”.

“Siamo coscienti del fatto che per bere e mangiare si debba abbassare la mascherina – dicono – e per questo motivo continuiamo a insistere sull’importanza dell’utilizzo dei tavoli esterni, e di tutte le misure che garantirebbero la sicurezza. Da troppo tempo siamo diventati il capro espiatorio di una politica che ignora le nostre richieste e le nostre necessità, ma ci grava di ruoli che non ci competono, chiedendo di garantire la sicurezza esterna al nostro locale anche quando siamo costretti a lavorare solo con l’asporto”.

E così da stasera “saremo lì tutti insieme, per far vedere che ci siamo e che siamo imprenditori, degli operatori dell’ospitalità allo stremo delle forze”.

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