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Applausi

Il Teatro Carlo Felice è ripartito: ha vinto la musica, anche sugli imprevisti fotogallery

Tre concerti e tanti applausi per il ritorno in sala: commozione tra pubblico e musicisti con il "fuori programma" del malore del maestro Sardelli

Genova. Ha vinto la musica. Tre ore godibilissime, dopo sei mesi di silenzio e vuoto in sala, tra Teatro Carlo Felice e Auditorium Montale per la festa di riapertura. Ha vinto anche sugli imprevisti, come il malore del maestro Federico Maria Sardelli che durante l’esecuzione della sinfonia n. 96 di Haydn ha abbandonato il podio per raggiungere le quinte.

Si percepiva un’emozione commovente in platea, tra pubblico affezionato, genitori dei bambini del coro delle voci bianche (che ha avuto l’onore di aprire la maratona musicale di ieri sera alle 18), orchestrali e nello stesso sovrintendente Claudio Orazi, cerimoniere di ogni blocco di concerti, accompagnato dal nuovo direttore artistico Pierangelo Conte.

“Bentornati a teatro, grazie Genova!” ha esordito il sovrintendente tra gli applausi.

Federico Romano, primo violoncello dell’orchestra, era in platea durante il concerto corale: “Questi applausi ci mancavano, riaverli è una gioia, incrociando le dita che tutto ora vada bene. Per fortuna abbiamo continuato a lavorare e quindi il contatto coi colleghi non è mancato per troppo tempo, ma sentire il pubblico è impagabile”.

“Un ritorno di cui sentivamo la necessità”, aggiunge Ilaria Cavo, assessore alla Cultura della Regione Liguria.

“Mi auguro che la musica non si fermi più” dice Gino Tanasini, direttore del coro delle voci bianche, che ha incantato una platea rispettosa del distanziamento piena per metà capienza nonostante l’orario non proprio agevole, le 18, per consentire lo svolgimento del programma e rispettare il coprifuoco.

“Ho avuto per tutto il tempo le lacrime agli occhi – confessa Susanna, un’abbonata storica – non sapevo quando sarei potuta ritornare e la musica dal vivo mi è mancata tantissimo, perché online non è la stessa cosa, bisogna essere a teatro”.

Al termine del primo blocco c’è anche un momento di ulteriore commozione: la corista Anna Rita Cecchini, al suo ultimo giorno di lavoro, saluta il pubblico prima della pensione: “Un sogno, quello di poter salutare dal palcoscenico, che si è avverato con l’attesa riapertura”.

Sold out il secondo concerto all’Auditorium Montale, quello degli allievi dell’Accademia di alto perfezionamento fondata dal grande tenore genovese Francesco Meli con la moglie Serena Gamberoni. C’era molta curiosità per l’esordio davanti a un pubblico dei 13 astri nascenti della lirica. “Sembrava giusto essere presenti, vista la difficoltà che ha avuto il teatro e poi vale la spesa poter sentire questi giovani, sono delle promesse”, afferma Mauro Ferrari, uno spettatore.

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Applausi per tutti, con due ovazioni per Alberto Bonifazio (Belcore) e Nico Franchini (un potente Nemorino) nella loro interpretazione di “La donna è un animale” dall’Elisir d’Amore di Donizetti, che sarà messo in scena proprio dall’Accademia a giugno, e per la delicatezza interpretativa di Gabriella Ingenito in “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Molto a loro agio sul palco anche Claudia Muschio e Francesco Auriemma in “Quanto amore” sempre dall’Elisir d’Amore.

Platea quasi piena per il terzo e ultimo concerto della serata, che ha visto in programma la sinfonia n. 29 in La maggiore K201 di Mozart e la sinfonia n. 96 in re maggiore “Il miracolo” di Haydn. Tutto stava andando per il meglio quando il maestro si è allontanato dal palco. L’orchestra ha terminato il programma senza guida, con grande professionalità e coraggio, facendo rendere conto al pubblico quanto sia importante la figura del direttore d’orchestra.

Applausi calorosi, con un’inevitabile e meritata ovazione finale per l’orchestra del teatro.

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