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Fiducia

Gronda di Genova, la previsione di Autostrade: “Via libera definitivo entro settembre”

Il direttore della rete Valeri in commissione: "Progetto pronto per l'approvazione finale". Ma lo sblocco è legato all'approvazione del Pef

Genova. Il via libera definitivo alla Gronda di Genova arriverà entro settembre. È quanto prevede Autostrade per l’Italia che oggi, durante l’audizione davanti alle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, ha ribadito che l’iter è in corso e che la necessità di realizzare l’opera è “condivisa” col ministero della Mobilità sostenibile presieduto da Enrico Giovannini.

“Il progetto esecutivo è stato da tempo completato e inviato al Mit il 13 agosto 2018 – ha riferito in commissione Enrico Valeri, direttore di gestione della rete di Aspi -. L’ente certificatore Rina ha completato i rapporti di controllo finale, che sono stati integrati con la segnalazione di conformità sismica, anche in ottemperanza al decreto semplificazioni, e che saranno trasmessi al ministero entro aprile. Quindi prevediamo che il progetto possa essere definitivamente approvato, auspicando che nel frattempo sia stato sottoscritto il nuovo atto aggiuntivo con la società, entro il mese di settembre“.

In realtà lo sblocco vero e proprio della Gronda è legato all’approvazione dell’aggiornamento al piano economico finanziario di Autostrade. Una partita che il governo Conte bis aveva deciso di tenere congelata fino alla risoluzione del dossier legato alla concessione. E infatti è lo stesso Valeri a ricordare che, nel momento in cui il piano verrà sottoscritto, “sarà un impegno vincolante”. Ma l’interessamento da parte di Acs, socio di Atlantia nella gestione delle autostrade in Spagna, rischia di complicare la già difficile trattativa per l’acquisizione da parte di Cdp.

“È necessaria una decisione del Consiglio dei ministri che cambi quell’orientamento – interviene il deputato ligure Edoardo Rixi, ex viceministro dei Trasporti e responsabile nazionale delle infrastrutture per la Lega -. Ora si aspetteranno un paio di settimana, dopodiché o Cdp incontra Aspi o si fa comunque partire il piano economico finanziario. Vorrà dire che chi compra compra anche il cantiere, non cambia nulla. Intanto ci sono sempre 14 miliardi di opere ferme tra cui molti interventi di manutenzione”.

Ciò che sembra del tutto tramontato è l’ipotesi di uno spacchettamento dei lotti esecutivi caldeggiata, seppur mai esplicitamente, dal precedente governo giallorosso. L’intenzione era quella di partire subito col cantiere per il raddoppio della A7 tra Genova Ovest e Bolzaneto, condiviso anche dal M5s, per poi rimandare a ulteriori valutazioni la realizzazione della Gronda propriamente detta, cioè il raddoppio della A10 tra Vesima e Bolzaneto. Ma la pratica è sempre rimasta nei cassetti del ministero.

D’altra parte sono già partiti negli scorsi mesi i primi lavori connessi al lotto preliminare, principalmente demolizioni degli edifici già espropriati e allestimento di alcune aree di cantiere. Tra le operazioni già iniziate ci sono anche quelle legate al riutilizzo dei detriti di ponte Morandi che Autostrade ha chiesto e ottenuto di impiegare per realizzare lo slurrydotto, il grande tubo che porterà a valle il materiale di risulta degli scavi delle gallerie.

“Siamo contenti che finalmente siano riprese le attività amministrative legate al progetto della Gronda, opera fondamentale per la città di Genova e per tutta la Liguria – commenta in una nota Manuela Gagliardi, deputata di Cambiamo! – purtroppo però oggi a domanda esplicita su una previsione di avvio dei lavori il direttore gestione rete di Autostrade non ci ha risposto. Prendiamo atto della buona volontà di avviare l’infrastruttura ma continueremo a interrogare il ministero per avere una data definitiva e certa per l’apertura del cantiere”.

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