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Il programma

Emergenza adolescenza, le proposte di Linea Condivisa: “Spazi di aggregazione, formazione e potenziamento dei servizi”

"L’onda della crisi globale che segue e seguirà l’emergenza covid-19, si infrangerà sulle persone, soprattutto coloro che si trovano ad avere meno risorse e meno strumenti"

Genova. Spazi di aggregazione creativi e sani per ogni quartiere, il potenziamento del segretariato sociale e nuovi corsi di formazione e sostegno per insegnanti. Queste sono le principali proposte di Linea Condivisa per rispondere a quell’emergenza adolescenza detonata in questi mesi di lockdown, restrizioni e incertezza.

“Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria le istituzioni hanno sempre esaminato e analizzato le problematiche attraverso il metro di economisti, giuristi e sanitari – spiega Vincenzo Palomba, pedagogista e consigliere del municipio I centro est di Linea Condivisa – ma la pandemia non comporta solo problemi legati a questi ambiti; l’onda della crisi globale che segue e seguirà l’emergenza covid-19, si infrangerà sulle persone, soprattutto coloro che si trovano ad avere meno risorse e meno strumenti. Diventa allora importante ricordare che non possiamo ricondurre questa crisi generazionale solo alle differenze economiche, ma dobbiamo focalizzarci sul possibile schieramento di risorse che le governance locali, le famiglie, le coppie, o i singoli sono in grado di mettere a disposizione, per sé stessi e per i giovani che gravitano nelle loro vite”.

La reazione migliore per ricreare un tessuto sociale proattivo quindi è quella di ripotenziare le risorse e le esperienze già in campo, in prima linea nei luogi dove il disagio degli adolescenti nasce e cresce, a partire dalle mura domestiche: “Lo spazio di casa e il tempo passato in essa erano tarati su un limite che la quotidianità ordinaria ci aveva affidato e a cui eravamo preparati. Lo spazio ha influito molto durante il lock down, ma influisce in maniera preponderante ancora oggi – aggiunge Palomba – Tutti noi possiamo comprendere le differenti possibilità e limiti spaziali se mettiamo a confronto chi vive in una casa di 150mq con giardino in Corso Italia o a Castelletto, rispetto a 50mq in via della Maddalena, al Lagaccio o al Cep, per citare qualche esempio . Tuttavia, come detto non possiamo fermarci ad un’esclusiva analisi di reddito, poiché allora, se ribaltiamo il confronto tra un appartamento di 70mq senza spazi esterni a Carignano e una casa indipendente con un grande giardino a Pontedecimo o a Struppa, ecco emergere quanto i limiti dati dallo spazio non seguono solo i limiti di reddito”.

Spazi reali ma non solo: “Ricordiamoci che stiamo parlando di ragazzi e ragazze, bambini e bambine nati e nate nell’era dei social e del web, e che trovano naturale e normale rifugiarsi in questo mondo molto più di chi non vi ci è nato – sottolinea Mirko Anzalone, pedagogista e portavoce del gruppo Politiche Sociali di Linea Condivisa – Quindi la vera domanda che ci poniamo oggi è questa: come, quanto e dove i giovani socializzano durante questa emergenza? Cosa ha riempito gli spazi e i tempi vuoti creati dalle nuove contingenze dell’emergenza pandemica? Il web ha una memoria infinita, è costruito per prendere, non per dare, e soprattutto è programmato per agganciare l’attenzione di chi vi si affaccia, per cui più clicchiamo, più informazioni il web riceve, più stimoli mirati ci invia. Iniziando a navigare siamo naturalmente attratti verso una catena di stimoli e click che se non siamo preparati a gestirla (attraverso regole e limiti), o se siamo giovani e in piena fase recettiva, rischiamo di venire risucchiati in questo vortice alienante e infinito”.

In questo contesto complicato e in profondo e costante mutamento, la capacità di intervento deve andare di pari passo con la rapidità dell’elaborazione delle risposta “degli adulti”, a 360 gradi: “I due casi avvenuti pochi giorni fa che coinvolgono una ragazzina di 14 e una di ragazza di 21, toltesi la vita gettandosi dalla finestra di casa (rispettivamente a Sampierdarena e alla Foce), sono solo la punta dell’iceberg che questa crisi giovanile comporta e comporterà. L’aumento degli interventi delle forze dell’ordine di vario ordine, dei Vigili del Fuoco, senza contare il pronto intervento sanitario e i servizi sociali, sono un campanello d’allarme che la politica non può continuare ad ignorare. Sappiamo bene inoltre quanto lo stress e l’ansia possa incidere negativamente.

“Chiediamo con forza alla politica e alle amministrazioni genovesi di 1) potenziare e ripensare il segretariato sociale affinché i servizi sociali possano avere gli strumenti per fronteggiare questa crisi sistemica. Come? Facendo in modo che le assistenti più preparate possano presiedere costantemente la segreteria, e fornendo alle ATS pedagogisti, educatori e psicologi, non solo personale amministrativo o giuridico; 2) Istituire dei percorsi gratuiti all’interno delle scuole e delle strutture educative, rivolti alla formazione e al sostegno dei docenti e degli educatori; 3) Attivare spazi di aggregazione creativi e sani all’interno di ogni quartiere, dialogando con i municipi di riferimento in modo da non scavalcare i territori.

“Per noi, una politica seria ha il dovere di investire seriamente nelle Politiche Sociali,-chiosa il consigliere regionale Gianni Pastorino, leader di Linea Condivisa – poiché investire sulle persone significa salvaguardare il futuro del proprio territorio e difendere la vita dei propri cittadini”.