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Ignorato

Decreto Covid, Toti: “Coprifuoco alle 22 e divieto di mangiare al chiuso vanno contro il buonsenso”

"Faremo di tutto per rimediare a queste incongruenze". Ma nella maggioranza sale la tensione

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Genova. “La conferma del coprifuoco alle 22, l’apertura di cinema e teatri e allo stesso tempo il divieto di mangiare all’interno di un ristorante, come invece prima era consentito fare in zona gialla, sono decisioni che oltre a essere incoerenti colpiscono sempre gli stessi. Così non va. È il buonsenso che lo dice”.

Anche il presidente della Liguria Giovanni Toti in un post su Facebook che arriva in tarda mattinata si unisce al coro di critiche all’indomani del decreto approvato dal Consiglio dei ministri che non recepisce le istanze presentate, oltre che dalla Lega di Matteo Salvini astenuta sul provvedimento, anche da tutte le Regioni.

La battaglia sul coprifuoco, da spostare alle 23 per consentire di cenare al ristorante in orari “normali”, era stata sposata dal governatore che in alternativa aveva proposto di inserire una norma che permettesse di rincasare più tardi presentando a un eventuale controllo la ricevuta del locale. Nulla da fare.

E “ancora una volta – prosegue Toti – vengono penalizzati gli organizzatori di eventi, matrimoni e cerimonie che saranno impossibilitati a lavorare la sera nel pieno della stagione più gettonata. In queste ore sto ascoltando con attenzione e preoccupazione gli sfoghi di migliaia di lavoratori che hanno tutta la mia comprensione e vicinanza”.

Ora i governatori faranno fronte comune per tentare di approdare all’ultima spiaggia: modificare il testo in fase di conversione. “Su questi temi le Regioni si riuniranno oggi alle 15.30, faremo sentire la nostra voce che è la stessa di chi in queste ore protesta per i provvedimenti presi. Speriamo che il decreto arrivi immediatamente in Parlamento, dove anche i nostri parlamentari faranno di tutto per rimediare a queste incongruenze”, ha proseguito Toti.

Intanto è alta tensione nella maggioranza e tra governo e Regioni dopo il via libera al decreto Covid con la Lega che non vota “un decreto che continua a imporre chiusure e limitazioni” come ha detto Matteo Salvini una scelta sulla quale i Dem vanno all’attacco. “Valuto il fatto in sé, credo sia un atto incomprensibile e irresponsabile in questo momento. Poche ora prima condividi un accordo, poi cominci a sparare su quell’accordo e poi ti astieni”, dice il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando a La7.  “Non si può stare al Governo e fare opposizione allo stesso tempo. Questa maggioranza ha deciso di unirsi per superare insieme l’emergenza Covid-19 e far ripartire il Paese.

Oggi – si apprende da fonti della Lega – il segretario Matteo Salvini riunirà in videoconferenza la segreteria politica del suo partito. Il leader della Lega, tra l’altro non sembra fare passi indietro rispetto alla posizione di ieri e anzi critica un testo sul quale anche le Regioni che vanno all’attacco.  “Il decreto purtroppo ha avuto solo una modifica, quella che ha aumentato dal 60 al 70% la presenza in classe obbligatoria degli studenti. Il governo ha disatteso l’accordo raggiunto con gli enti locali, mettendo in difficoltà presidi, sindaci e studenti: migliaia di studenti ammassati sui mezzi pubblici non sono un problema e non corrono rischi, mentre due persone in palestra o al bar rappresentano un problema. Perché?”, dice Salvini.

“L’aver cambiato in Consiglio dei ministri un accordo siglato dalla Conferenza delle Regioni con i Comuni tramite Anci e con le provincie tramite Upi” sulla presenza di studenti a scuola è “un precedente molto grave” che ha “incrinato la reale collaborazione tra Stato e Regioni”, ha detto il Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga intervenendo a Radio KissKiss, sostenendo che gli accordi si possono cambiare ma “riconvocando chi quegli accordi li ha presi”. Fedriga ha dunque annunciato la convocazione per oggi di una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni.

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