Dal 26 aprile sì allo sport all'aperto, da maggio stadi e palasport riaprono al pubblico - Genova 24
Le decisioni

Dal 26 aprile sì allo sport all’aperto, da maggio stadi e palasport riaprono al pubblico

La capienza, però, sarà ancora molto ridotta. Palestre e piscine al chiuso dovranno attendere giugno

calcetto

Lo sport, uno dei settori più penalizzati dalle chiusure e dalle limitazioni in atto da marzo 2020 in poi, inizia ad intravedere uno sprazzo di normalità.

Il cronoprogramma è emerso dopo l’annuncio di Draghi che da lunedì 26 aprile si tornerà alle zone gialle. Zone gialle in cui, come riporta l’Ansa, si torna a giocare a calcetto a fine mese, si riaprono (per pochi) gli stadi e i palazzetti dall’inizio di maggio, mentre piscine e palestre hanno la loro data a cavallo tra maggio e l’inizio di giugno.

La scelta di prediligere, per la ripartenza delle attività sociali, tutto ciò che si fa all’aperto è definita nella cabina di regia del Governo e annunciata in conferenza stampa dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dal ministro della salute, Roberto Speranza: “Aperture graduali e caute“. Ma anche dal Cts c’è l’ok alla percentuale di pubblico a seguire i campionati di interesse nazionale di Coni e Paralimpici. Il dipartimento Sport si metterà subito al lavoro per portare nel Cdm atteso per metà della prossima settimana il provvedimento che riguarda il settore.

Le linee sono chiare: dal 26 aprile si può tornare a fare qualsiasi tipo di sport all’aperto, anche quelli di contatto, dal calcetto alla partita di basket o di beach volley, purché ovviamente in zona gialla. Dall’1 maggio si riaprono le porte degli stadi. Come per gli spettacoli, ci sono delle percentuali massima da definire: l’ipotesi è 25% della capienza, con un massimo di 500 persone in palazzetti e 1.000 negli stadi. L’apertura vale solo per gli sport agonistici, riconosciuti di interesse nazionale da Coni e Cip. In ogni caso, i dettagli e i parametri saranno messi a punto nei prossimi giorni: distanziamento, mascherine, controlli della temperatura all’ingresso sono tra i vincoli per le società sportive e gli spettatori.

Diverso il discorso per palestre e piscine, che da tempo premono per una riapertura e speravano in un anticipo. Il cronoprogramma del Governo qui invece prevede per metà maggio l’ok alle piscine all’aperto, per l’1 giugno per “alcune attività delle palestre al chiuso”. Da definire ulteriormente anche qui i protocolli sanitari, che dovrebbero ricalcare quelli già usati nella scorsa estate: ad esempio i 7 metri d’acqua a persona, il divieto di doccia nelle palestre.

“Eravamo pronti a ripartire per i primi di maggio – dice il presidente dell’Associazione nazionale impianti sport & fitness (Anif), Giampaolo Duregon -. Dopo oltre un anno di chiusura. Questa è un po’ una doccia fredda, anche se almeno c’è una data certa, ma l’1 giugno è molto, molto lontano, Un altro mese è mezzo fermi si traduce in un altro enorme danno”.

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