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Crisi agenti marittimi, Pastorino (LeU): “Al ministro chiedo maggiori tutele del brokeraggio italiano in Ue”

"In dieci anni diverse decine di aziende sono uscite di scena e diverse centinaia di posti di lavoro ad alta qualificazione professionale sono andati persi"

Genova. “Le aziende di brokeraggio impegnate nell’attività di noleggio e compravendita delle navi sono a rischio collasso: per questo chiedo al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti quali misure intenda adottare per tutelare agenti e mediatori marittimi italiani a livello nazionale ed europeo”, dichiara Luca Pastorino, deputato ligure di LeU e segretario di presidenza alla Camera, che quest’oggi, martedì 13 aprile, rivolgerà il suo quesito al ministro stesso nel corso del question time in commissione attività produttive alla Camera.

La situazione del brokeraggio marittimo, come emerge dalle analisi di Federagenti e Assagenti, è particolarmente grave: a fronte di un settore – quello del trasporto marittimo – che incide sugli scambi commerciali italiani per il 50 per cento nell’export e per il 61,8 per cento nell’import (dati ministero Trasporti) e tenendo conto che il 75 per cento degli scambi commerciali dell’Unione europea e il 30 per cento del trasporto di merci all’interno dell’UE avvengono via mare, la situazione del settore è invece di profonda crisi: “In dieci anni diverse decine di aziende sono uscite di scena e diverse centinaia di posti di lavoro ad alta qualificazione professionale sono andati persi”, sottolinea il presidente di Federagenti Alessandro Santi.

“La mia preoccupazione e quella dell’intera categoria è particolarmente forte anche alla luce del ruolo strategico che il comparto marittimo potrà rivestire nella ottimizzazione di buona parte degli investimenti relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza, per un rilancio sostenibile dell’occupazione e dell’economia del nostro Paese”, continua Pastorino.

“Va rilevato inoltre che non solo le grandi aziende italiane, in primo luogo quelle a partecipazione statale quali ENI, SAIPEM, ENEL, non si avvarrebbero del lavoro dei broker marittimi nazionali ma altri Paesi dell’UE, ad esempio la Spagna con REPSOL, agevolerebbero i broker del loro territorio determinandosi così una doppia sofferenza da parte degli intermediari italiani sia sul mercato nostrano sia su quello estero”, conclude Pastorino.

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