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Posizione

Covid, Icardi: “Giusto riaprire ora, ma via la mascherina all’aperto solo col 70% di vaccinati”

L'epidemiologo del San Martino: "La decisione ha solide basi scientifiche, ma dovremo continuare a rispettare le regole base"

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Genova. “La riapertura è una decisione politica ma nasce da basi scientifiche. Se valutiamo quello che sta accadendo è ben diverso da aprile-maggio dell’anno scorso. Mi sembra una scelta condivisibile“. È la posizione dell’epidemiologo Giancarlo Icardi, direttore dell’unità di igiene dell’ospedale San Martino di Genova, sulla ripartenza che il Governo ha deciso di attuare a partire dal 26 aprile assumendosi quello che il premier Mario Draghi ha chiamato “rischio ragionato”.

“Nel 2020 – spiega Icardi ci si basava su dati epidemiologici caratterizzati da quello che si era fatto in termini di distanziamento sociale, mascherine e tutte le misure che conosciamo. Ad oggi siamo a circa 15 milioni di dosi somministrate di cui 4 milioni di cicli completi, la campagna vaccinale procede abbastanza spedita. Non voglio dire che sia un rischio calcolato, ma ha basi epidemiologico-scientifiche abbastanza forti che vanno bene a coniugarsi con le esigenze economiche”.

Secondo Icardi, infatti, non bisogna considerare solo i parametri strettamente sanitari. “Spesso abbiamo parlato di sindemia: all’effetto sanitario e sociale è andato ad aggiungersi l’effetto devastante economico e psicologico. Se ci mettiamo l’efficacia dei vaccini che si aggira sul 92% per proteggere dalla malattia, il tasso di positivi che si abbassa, se poi ci mettiamo anche il lato climatico che sicuramente ha una sua importanza, penso che la scelta sia condivisibile quantomeno venendone da 14-15 mesi di pandemia.

“È chiaro – avverte comunque l’epidemiologo – che questo non vuol dire liberi tutti, come abbiamo ripetuto tante volte: starà alla responsabilità delle persone rispettare le regole base per evitare di trovarsi di fronte a una recrudescenza”.

E tra le regole da rispettare ci sarà anche la mascherina da indossare anche all’aperto, indubbiamente più fastidiosa durante i mesi caldi, ma ancora necessaria dal punto di vista di Icardi: “È ovvio che al ristorante dovremo toglierla, ma l’immunità di gregge non la raggiungeremo finché non avremo vaccinato il 65-70% delle persone. Lo scotto da pagare è che, vaccinati o no, la mascherina dovremo continuare a tenerla almeno finché non raggiungeremo quella percentuale. Dopodiché, vedremo quali saranno le regole che dovremo seguire”.

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