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Speranza

Coronavirus, l’obiettivo di Genova per l’estate: spiagge libere senza numero chiuso

E negli stabilimenti balneari è già boom di prenotazioni, Stasio (Sib): "Speriamo che le regole possano cambiare"

Genova. Niente app, niente guardiani, niente conteggi per andare in spiaggia, solo un presidio di sicurezza per evitare assembramenti e garantire le distanze minime. È il modello che spera di poter applicare il Comune di Genova in vista dell’estate, mentre il Governo e gli enti locali stanno ragionando sui protocolli che regoleranno la graduale riapertura di tutte le attività a partire da maggio.

L’anno scorso il capoluogo ligure – ma anche diverse località rivierasche – aveva deciso di contingentare gli accessi alle spiagge libere nei weekend tramite l’app SpiaggiaTi che segnalava in tempo reale il numero di posti disponibili. Ogni ombrellone corrispondeva a uno stallo di 10 metri quadrati segnalato con un sacco di sabbia (con tanto di polemica iniziale perché la plastica rischiava di finire in mare), mentre un terzo della spiaggia era riservato a persone singole che dovevano distanziare gli asciugamani di almeno un metro e mezzo. Un sistema che richiedeva l’impiego di 50 persone al giorno tra polizia locale, protezione civile, volontari e steward.

L’obiettivo è quello di rendere le cose molto più semplici. “Al momento è prematuro parlarne perché non sappiamo quale sarà la situazione dei contagi quest’estate – spiega il consigliere delegato alla protezione civile Sergio Gambino – ma la speranza è che non sia necessario rimettere in piedi l’intero meccanismo. Se non ci saranno norme così stringenti, faremo in modo che le persone siano distanziate con un controllo mobile, altrimenti il sistema è già collaudato”.

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Molto dipenderà anche dai protocolli che saranno in vigore per il settore balneare: le stesse regole dovranno essere applicate alle spiagge libere, anche per non creare disparità che possano penalizzare gli operatori economici. I quali, nel frattempo, si stanno già attrezzando per la stagione. “Abbiamo avuto un paio di incontri in Regione – spiega Massimo Stasio, presidente del Sib Genova -. Aspettiamo di vedere come cambieranno le variabili. Al momento ci stiamo basando sulle regole dell’anno scorso che hanno funzionato molto bene, visto che il virus aveva già dato segni di debolezza”.

In generale il clima è positivo: “Abbiamo già avuto molte prenotazioni, più di quanto accadesse prima del Covid, perché anche quest’anno prevarrà il turismo di prossimità e ci saranno molti genovesi che passeranno l’estate a Genova. Abbiamo già iniziato con le prime assunzioni. Per questo speriamo che le limitazioni che riducono la capienza massima degli stabilimenti possano essere allentate, altrimenti sarebbe un’altra estate con l’amaro in bocca”, prosegue Stasio.

L’auspicio, anche per i privati che gestiscono gli stabilimenti, è che alcune delle misure che hanno segnato il 2020 (a partire dalla distanza minima di 3 metri tra un ombrellone e l’altro) possano essere riviste. “Dal punto di vista economico è stata una situazione un po’ penalizzante – prosegue Stasio – perché abbiamo dovuto rinunciare a una quota pari al 20-30%, in alcuni casi anche 40%, e questo vorrebbe dire non soddisfare una parte della clientela. Abbiamo fiducia che le cose possano migliorare nel corso della stagione, purtroppo non dipende né da noi né dalla Regione”.

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