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Numeri alla mano

Coprifuoco: sarà rivisto a metà maggio, c’è l’accordo in maggioranza

Tra il 10 e il 14 maggio un primo check per capire se le riaperture del 26 aprile hanno avuto un effetto sulla circolazione del virus

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Genova. Se i numeri dei contagi e della campagna vaccinale saranno rassicuranti il coprifuoco delle 22 potrebbe essere eliminato.

Ieri sera la maggioranza che sostiene il governo Draghi ha trovato la quadra: a metà maggio la verifica, che potrebbe modificare i limiti del decreto Riaperture.

Questo l’ordine del giorno votato alla Camera da tutte le forze che sostengono il governo, Lega compresa. Respinto invece il testo di Fratelli d’Italia che impegnava Draghi e i suoi ministri a “disporre, nei provvedimenti di prossima emanazione, l’abolizione del coprifuoco”.

Nel documento condiviso dalle forze governative invece si parla di “aggiornamento delle decisioni prese sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento“. Una differenza minima, ma sostanziale, in cui le parole hanno un loro peso: in questo modo la Lega, che è sempre stata vicina alla posizione di abolire il coprifuoco, non è stata scontentata. Lo stesso Matteo Salvini su Facebook ha esultato perché la revisione è stata fissata a maggio e non a giugno o luglio.

A maggio – un primo check ci sarà tra il 10 e il 14 – si valuterà con molta attenzione se le riaperture del 26 aprile hanno avuto un effetto sulla circolazione del virus nel Paese. Sergio Abrignani, componente del Cts, è contrario a sforare il limite delle 22, pur non essendoci “nessun dato scientifico su cosa voglia dire tenere i locali un’ora in più aperti”; ma, aggiunge, l’indicazione punta a mitigare il rischio dal momento che allungare il coprifuoco darebbe più possibilità al virus di circolare.

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