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Trattativa

Coprifuoco alle 22? La proposta di Toti: “Tornare a casa con la ricevuta del ristorante”

Il presidente ligure: "Essere a casa alle 22 non è compatibile con la cena al ristorante, troviamo una formula o sarà una beffa"

Genova. “È vero che bisogna partire con grande gradualità e attenzione, ma essere alle 22 a casa per rispettare il coprifuoco non è compatibile con la riapertura serale degli esercizi ristorativi“. Il presidente della Liguria Giovanni Toti, intervistato a SkyTg24, non molla la presa di fronte all’ipotesi di confermare l’obbligo di rientro a domicilio alle dieci di sera nel nuovo decreto al vaglio del Governo.

“Vorrebbe dire alzarsi dal tavolo alle 21.30 – argomenta Toti -. Forse in Svezia e Danimarca si cena alle 18.30-19, qui in primavera la maggior parte delle persone andrà al ristorante alle 20.30-21″. E allora “ci sono due strade: o si ritarda di un’ora il coprifuoco, e non mi sembra impossibile da fare, perché vuol dire comunque non creare assembramenti fuori dai locali, oppure si consente tornare a casa ai clienti esibendo la ricevuta del ristorante, come avviene in Francia o a Montecarlo”.

Lo spostamento del coprifuoco alle 23 è una proposta condivisa da molte Regioni, ma ieri, durante il conferenza unificata, era stata la ministra Gelmini a frenare invocando prudenza. Il consiglio dei ministri si riunirà nelle prossime ore per mettere tutto nero su bianco, perciò c’è ancora un margine di trattativa.

Troviamo una formula che non faccia sentire i ristoratori beffati riaprendoli per finta, perché perché di fatto non sarebbe consentito frequentarli – prosegue Toti -. Capisco tutte le esigenze, ma ci sono piccole cose da mettere a posto per evitare che il decreto venga preso dalle categorie come una provocazione. In zona gialla già si pranzava all’interno dei locali e oggi noi lo vietiamo per un ulteriore elemento di prudenza: mi sembra molto rigida questa prudenza. Ritenete compatibile che una persona debba varcare la porta di casa alle 21.59 se esce dall’ufficio alle 19, va a prendere moglie e figli a casa e poi va a cenare al ristorante? Io francamente no”.

“O spostiamo il coprifuoco di un’ora, che già rende fruibili ristoranti senza creare movida davanti ai bar, oppure consentiamo di prendere i clienti entro una certa ora, ma se finisco di bere caffè e ammazzacaffè con la ricevuta del ristorante posso tornare a casa dopo le 22”, conclude Toti.

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