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Colpo di scena

Aspi, dalla Spagna offerta da 10 miliardi. Possetti: “Vittime dimenticate, siamo schifati”

La società di Madrid è già socia di Atlantia per la gestione delle autostrade iberiche

Genova. Nella giornata in cui il cda di Atlantia dava il via libera ufficiale allo studio dell’offerta di acquisto di Aspi da parte di Cassa depositi e prestiti, controllata dal ministero delle finanze, da Madrid è arrivato sul piatto l’offerta di 10 miliardi per l’acquisto del medesimo pacchetto azionario. E il tavolo rischia di saltare ancora.

A sparigliare è il gruppo Acs di Florentino Perez (già presidente del Real Madrid), società spagnola specializzata nell’ingegneria per le costruzioni civili e, tutti i tipi di servizi e telecomunicazioni, già socia di Atlantia nella gestione di alcune tratte autostradali spagnole e che quindi considera la gestione di quelle italiane “coerenti con il proprio piano industriale di lungo termine”. L’offerta calata sul tavolo è superiore a quella faticosamente individuata dal governo italiano, e potrebbe di fatto far saltare la trattativa.

Se al momento non si registrano reazioni ufficiali da parte del governo italiano, da parte dei parenti delle vittime del Ponte Morandi esplode l’indignazione: “Noi pensiamo che se guardassimo in modo asettico la vicenda, oltre che inorridire per tutto ciò che abbiamo letto in questi mesi, dovremmo tutti insieme porre una pietra tombale sulle pretese degli azionisti; purtroppo comprendiamo che ormai si ricordino compiutamente dell’omicidio di 43 persone, e della vergogna che lo ha causato, sempre meno persone“.

A parlare è l’instancabile Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime del Ponte Morandi: “Possiamo dire che siamo per l’ennesima volta senza parole, ed anche francamente schifati e ci perdonerete questo termine poco fine. Qui pare che molti tendano a dimenticarsi tutto quello che ha causato questa azienda e tutto quello che sta emergendo con forza (prova sono le migliaia di cantieri che stanno popolando le nostre autostrade”.

“Diamo il valore che si vuole ad Atlantia – sottolinea – ma prima di far incassare la vendita come Stato dovremo trattenere tutti i costi diretti ed indiretti, passati e ponderati futuri, che questa azienda ha causato, e che sono sotto agli occhi di tutti, basterebbero un pò di conteggi, fatti dai nostri tecnici ministeriali per determinare il netto.Conta solo il denaro in finanza, anche se non dovrebbe essere così, su questo nessuno di noi può avere dubbi, ma il nostro Stato ha l’obbligo di lavorare per la giustizia, l’equità, la salute ed il benessere dei cittadini, non può esistere altra soluzione. Il nuovo gestore dovrà essere controllato e monitorato in modo efficace perché la nostra vita deve contare più di “quattro soldi”, vorremmo vedere più serietà e determinazione intorno a noi, lo speriamo anche per non continuare a far rivoltare nella tomba i nostri padri costituenti. Noi siamo qui e continuiamo a lottare“.

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