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25 aprile, anche gli anziani di Busalla festeggiano con bandiere e canti partigiani

In quella che fu la casa di Enrico Macciò, deportato in Germania dopo aver molti ebrei e perseguitati politici

Generico aprile 2021

Busalla. Nemmeno il coronavirus è riuscito a fermare i ricordi degli ospiti della residenza protetta “Villa Macciò” di Busalla, gestita dal gruppo “Sereni Orizzonti” e da molti mesi Covid-free.

La commemorazione del 76esimo anniversario della Liberazione resta infatti un appuntamento importante per quanti hanno avuto in sorte di vivere le fasi finali di una guerra ben più cruenta e lacerante dell’attuale pandemia.

Ecco perché anche questa mattina il Comune di Busalla ha deposto una corona di fiori al di sotto della targa che ricorda come all’epoca la struttura fosse l’abitazione di Enrico Macciò, deportato a Bolzano e poi morto nel campo di Mauthausen dopo aver nascosto e salvato decine di ebrei e perseguitati politici.

Un gesto semplice e toccante, che i nonni della residenza hanno particolarmente apprezzato esponendo coccarde tricolori sulle finestre e un paio di bandiere sul portone. La piccola comunità si è poi riunita nel cortile interno e insieme alla direttrice Maria Giulia Poggi i presenti si sono scambiati aneddoti di quei tempi intonando anche alcune canzoni partigiane.

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