Confermato

Via libera alla dose unica di vaccino per i guariti dal Covid: in Liguria sono quasi 70mila

Lo dice una circolare del ministero della Salute: dovranno riceverlo entro 6 mesi dalla fine della malattia, niente richiamo

Genova. Come anticipato alcuni giorni fa è arrivato il via libera dal ministero della Salute alla possibilità di somministrare un’unica dose di vaccino anti Covid, senza dunque effettuare alcun richiamo, ai soggetti che hanno già avuto un’infezione da coronavirus. Lo riporta oggi l’agenzia Ansa.

L’indicazione è contenuta in una nuova circolare firmata dal direttore della prevenzione del dicastero Giovanni Rezza, ed in questa direzione di erano già espressi sia il Consiglio superiore di sanità sia l’Agenzia italiana del farmaco. L’assunto di base è che i soggetti che abbiano già contratto l’infezione e ne siano guariti abbiano al contempo sviluppato anche una certa immunità. A spiegarlo su Genova24 era stato Giancarlo Icardi, direttore dell’unità operativa di igiene dell’ospedale San Martino.

In Liguria, secondo il bollettino di ieri, sono 69.243 le persone guarite dal coronavirus. Al momento ci sono 6.090 positivi di cui 579 ricoverati in ospedale (53 di loro sono in terapia intensiva). Da qui la stima minima delle 75mila dosi che verrebbero risparmiate nella nostra regione, anche se questo avanzo sarebbe diluito nel tempo.

Da qui la possibilità di non effettuare la seconda dose e di ricevere la prima ad una certa distanza di tempo dall’infezione. La circolare chiarisce infatti che “è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino” anti-Covid-19 nei soggetti con “pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica)”, “purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa“.

La possibilità di un’unica dose non vale, però, per i soggetti con particolari problemi di salute: “Ciò non è da intendersi applicabile – precisa infatti il ministero – ai soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici”.

In questi soggetti, non essendo prevedibile la protezione immunologica conferita dall’infezione da coronavirus la durata della stessa, si raccomanda dunque di proseguire con la schedula vaccinale proposta, ovvero la doppia dose per i tre vaccini a oggi disponibili. Le raccomandazioni della nuova circolare sono tuttavia modificabili ed il ministero sottolinea che “potrebbero essere oggetto di rivisitazione qualora dovessero emergere e diffondersi varianti connotate da un particolare rischio di reinfezione”.

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