Valle di lacrime

Valle Stura, viabilità ancora nel caos. I residenti: “Dimenticati, vogliamo chiarezza e sicurezza”

Da più di un anno i residenti dalla vallata sono alle prese, quotidianamente, con disagi e mancanze

Genova. I mesi passano, le stagioni si alternano senza sosta, ma in valle Stura il tempo sembra non passare mai: da novembre 2019, con le prime chiusure sui viadotti della A26, passando per il crollo delle gallerie, le alluvioni e le frane, oggi la situazione sembra essere ancora in stallo, o per lo meno in altissimo mare, sia per quanto riguarda la viabilità ordinaria che quella autostradale.

E alle porte c’è una nuova stagione estiva che rischia di essere nuovamente “bruciata” dall’impossibilità fisica di poter arrivare e partire in sicurezza e con la certezza di tempistiche degne: “La situazione autostradale nel tratto compreso tra Ovada e Genova continua ad essere precaria, per non dire drammatica. I cantieri causano incolonnamenti, incidenti – anche mortali – e costringono i guidatori a cercare alternative. Inoltre si continua a dover pagare il pedaggio del tratto tra Ovada e Masone”.

A dirlo, ancora una volta i residenti della vallata, che attraverso il Gruppo Viabilità Valli Stura e Orba da oltre un anno stanno cercando di richiamare l’attenzione delle istituzioni locali e nazionali: “Particolarmente critica è la situazione sul passo del Turchino, sul quale, in concomitanza con le chiusure autostradali notturne, transitano molti camionisti provenienti da Genova, con evidente pericolo per l’incolumità degli altri utenti della strada, tenuto conto delle dimensioni della strada. Ma il transito sulla strada del Turchino dovrebbe essere interdetto ai camion per legge, ma non essendoci controlli efficaci la situazione è fuori controllo. Di norma dovrebbero essere deviati sulla A7 o sulla A6, non sul Turchino”. Ma i controlli sono pochi, e a parte i nuovi cartelli, i disagi sono sempre gli stessi.

Particolarmente sentita è la questione legata alla sicurezza sanitaria, oramai nota e arcinota, ma di fatto immutata da tempo, ma che rimane urgente soprattutto in vista dei prossimi mesi di chiusure notturne della A26: “Un altro problema legato ai cantieri autostradali notturni è il fatto che le ambulanze possono passare solo dal Turchino, e se malauguratamente un camion dovesse bloccare la strada l’ambulanza non potrebbe transitare, con le conseguenze che si possono ben intuire”.

Ma anche il semplice transito sulla viabilità ordinaria della valle risulta essere precario: “Al momento della riapertura dei caselli dopo le chiusure notturne spesso si trova la lunga coda di camion incolonnati davanti al casello in attesa, e di fatto impediscono il passaggio di qualsiasi altro veicolo, compresi quelli che devono percorrere il tratto autostradale che non è stato oggetto di chiusura. Sono inevitabili le ripercussioni sulla viabilità ordinaria e sugli altri utenti”.

La richiesta quindi è rimane solo una: “Chiediamo alle autorità competenti di fare chiarezza sulla regolazione del traffico sul Turchino, e che si cerchi una soluzione per risolvere o quantomeno mitigare i disagi derivanti da tutti questi fattori”.

leggi anche
  • La rabbia
    Pedaggi autostrade, la rabbia della Valle Stura esclusa dalle esenzioni: “Non siamo cittadini di serie B”
  • Lo sfogo
    Pendolari della Valle Stura: “Inascoltati, servono più treni e vere manutenzioni”
  • Attesa
    Caos autostrade, giovedì prima udienza per la class action: “L’avvocato di Aspi venga a vivere in Valle Stura”
  • In vista?
    Valle Stura, partiranno ad aprile i cantieri per la messa in sicurezza la frana di Gnocchetto
  • Dopo 17 mesi
    Frana di Gnocchetto, lavori in partenza a metà mese: strada riaperta entro l’estate
  • L'appello
    Valle Stura, la frana di Gnocchetto passa ad Anas. I residenti: “Aprire subito un passaggio”