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Vaccino Covid, Toti: “Le categorie prioritarie? Un errore, era meglio andare solo per età”

In giornata atteso il via libera per il nuovo piano, il presidente ligure: "Programmazione sbagliata per colpa di indicazioni sbagliate"

Genova. “Devono essere vaccinate secondo un criterio scientifico le persone che ne hanno più bisogno, cioè quelle che molto più probabilmente finirebbero negli ospedali nel caso in cui contraessero il Covid. È stato un errore individuare categorie prioritarie, si sarebbe dovuti andare solamente per età”.

È quello che sostiene Giovanni Toti, presidente della Liguria, poco prima dell’incontro tra Governo e Regioni che tratterà anche del nuovo piano vaccinale nazionale con l’obiettivo di mettere fine alla disparità di regole tra un territorio e l’altro.

“Se poi vogliamo dare una regola alle categorie dei lavoratori, credo che sia possibile solo dare la precedenza a coloro che in caso di zona rossa o lockdown sono costretti ad andare a lavorare nelle filiere indispensabili – ha aggiunto Toti -. Tutto il resto è attività di lobbying legittima, ma che non aiuta il Paese. Dobbiamo essere scientifici e rigorosi, io non ho fatto accordi con nessuno. Stiamo vaccinando gli ultraottantenni e i fragili, poi passeremo alle nuove categorie per età come immagino prevedrà il nuovo piano nazionale”.

Poi Toti torna a puntare il dito contro i cambi di rotta sul vaccino AstraZeneca: “Anche se arrivassero tutti i vaccini promessi, non saremmo in grado di somministrarli perché abbiamo sbagliato la programmazione sulla base di indicazioni sbagliate dell’agenzia del farmaco e del ministero della Salute, e perché utilizziamo un medico per raccogliere i consensi informati che richiedono 8-10 minuti a paziente. Quanto abbiamo sbagliato noi dando tre diverse tipologie di utilizzo di Astrazeneca nelle ultime tre settimane? Questo ha comportato disfare e rifare i piani vaccinali nelle regione tre volte. Quante volte abbiamo detto che non abbiamo infermieri per fare le vaccinazioni? Non pensare di allargare le professioni sanitarie che possono farlo è un altro errore”.

Nel frattempo si parlerà anche delle nuove chiusure per arginare i contagi a livello nazionale. “Dal governo Draghi ci aspettavamo un cambio di rotta, ma se abbiamo i Dpcm anticipati alla stampa prima che arrivino alla Conferenza delle Regioni, tutta questa discontinuità con Conte non la vedo – ha detto ancora Toti -. Pensare di utilizzare lo stesso metro in situazioni molto diverse è la massima ingiustizia possibile. I cittadini, dopo un anno di lockdown e imprese chiuse a singhiozzo, non sono più disposti a tollerarlo. Ma in un Paese in cui sono già vietati gli spostamenti tra le regioni e tra i comuni in zona arancione, non credo ci siano molte altre misure generali da prendere. Al contrario, dovremmo pensare a misure da prendere su scale molto più piccole per dare discontinuità rispetto ai Dpcm del precedente governo”.

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