Sanità

Vaccino Covid, continua la battaglia dei malati di fibrosi cistica: “Non possiamo più aspettare”

In Liguria le circa 130 persone affette da questa grave malattia cronica dovranno aspettare ancora. Altrove sono già state vaccinate

Genova. Parte dai social network la battaglia dei malati liguri di fibrosi cistica, una malattia cronica, rara e genetica che determina complicazioni a livello polmonare ed è spesso associata al diabete. Una condizione, quella dei 127 pazienti seguiti dalle strutture sanitarie nella nostra regione, che li rende particolarmente a rischio di fronte a un’eventuale contagio da coronavirus.

Ed è per questo che non si arrendono a dover attendere mesi e mesi per ricevere il vaccino anti Covid, nonostante la Regione Liguria abbia illustrato chiaramente quali saranno le tempistiche e gli scaglionamenti.

“Non vaccinato! Ho ‘solo’ la fibrosi cistica! Sono meno fragile di un transfrontaliero?” il cartello tenuto in mano da tanti malati, in altrettanti selfie pubblicati sui social. Per ora la battaglia è sugli schermi di computer e telefonini ma non è escluso possa trasferirsi anche nelle piazze, nei palazzi delle istituzioni, nei presidi sanitari.

“Nella Regione Liguria si è preferito vaccinare i transfrontalieri al posto delle persone ultrafragili – Le scuse stanno a zero. Queste persone non possono più aspettare!”, si legge in un messaggio della rete Fibrosi Cistica Italia e Pazienti – siamo all’inizio della terza ondata e dopo un anno di Covid ancora non sono state fornite indicazioni sulle tempistiche. In altre regioni i pazienti con fibrosi cistica e i loro caregiver vengono vaccinati dalla scorsa settimana. Aiutateci a denunciare questa situazione scandalosa”.

La Regione Liguria proprio ieri ha diramato un vademecum con tempistiche e categorie nell’ambito della campagna di vaccinazione. Per quanto riguarda le persone “ultrafragili” (in cui rientrano i malati di fibrosi cistica, ma anche gli oncologici, i grandi obesi, i malati di sclerosi multipla o sottoposti a dialisi) si legge che essi possono prenotare già a partire da adesso, da marzo, attraverso i propri medici di medicina generale, che segnalano i casi alla Asl. I vaccini saranno effettuati presso i punti Asl o negli ospedali ma al momento non c’è una tempistica per la somministrazione. Quello che è certo è che, indipendentemente dall’età, non potrà essere utilizzato il vaccino Astrazeneca.

Inizialmente era stato spiegato che gli “estremamente vulnerabili” sarebbero stati vaccinati dopo gli over 80 (quindi dalla fine di maggio in poi) ma non è escluso che possano aprirsi alcune finestre prima di quella data.

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