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Progetto pilota

Vaccino anti Covid in farmacia, Liguria prima regione in Italia: ecco come funzionerà

Si attende solo il via libera ad AstraZeneca. Potranno accedere i 70-79enni prenotandosi online o al Cup

Genova. La Liguria sarà la prima regione a livello nazionale ad avviare la vaccinazione anti Covid-19 nelle farmacie su tutto il territorio, a partire da lunedì 29 marzo. A usufruire del servizio inizialmente saranno i 70-79enni che si potranno prenotare con le stesse modalità degli over 80.

“Avremo inizialmente 50 punti di vaccinazione territoriale nelle farmacie, che effettueranno tra i 2.500 e 3.500 vaccini alla settimana – ha spiegato il presidente Giovanni Toti -. Considerata la contestuale attivazione il 29 marzo anche dei due grandi hub di vaccinazione a Genova e alla Spezia, pensiamo di poter traguardare complessivamente circa 75-80mila vaccini alla settimana”.

L’Unione Ligure delle associazioni titolari di farmacia con la presidente Elisabetta Borachia, il vicepresidente Giuseppe Castello, il segretario Francesco Turrin e il direttore Francesca Massa, hanno definito con Regione Liguria ed Alisa gli aspetti operativi del nuovo accordo.

La partenza prevista, subordinata naturalmente alla disponibilità del vaccino (Astra Zeneca), è per lunedì 29 marzo: in quella data saranno circa 50 le farmacie liguri in cui sarà possibile vaccinarsi. Altre 50 farmacie seguiranno a distanza di una settimana circa durante la seconda fase, per chiudere con una terza che dovrebbe coinvolgere un numero compreso fra le 20 e le 50 farmacie, tutte ben distribuite fra le quattro province liguri. A regime il totale delle farmacie aderenti sarà quindi fra 120 e 150.

Le farmacie liguri infatti non saranno semplicemente il luogo fisico dove verranno effettuate le vaccinazioni (eseguite naturalmente solo da medici o altre figure professionali abilitate, e non da farmacisti) ma avranno anche un ruolo di primo piano nella logistica del vaccino e nella sua distribuzione ai medici di medicina generale, garantendo il pieno rispetto delle procedure richieste dalla “catena del freddo” e del tracciamento delle operazioni.

Per le farmacie vicine geograficamente sarà possibile anche consorziarsi a piccoli gruppi per trovare luoghi idonei alla vaccinazione esterni alle farmacie ma comunque di facile accessibilità, in modo da dare ulteriore flessibilità e aumentare le opzioni a disposizione.

“A questo punto aspettiamo solo il via libera dall’Ema sul vaccino AstraZeneca, ma è importante precisare che in futuro potremo somministrare anche quello Johnson&Johnson: noi comunque siamo pronti”, spiega Elisabetta Borachia, presidente dell’Unione Ligure.
“Siamo particolarmente soddisfatti di poter dare un ulteriore contributo alla lotta al virus, stavolta ancora più concreto ed efficace. Il modello ligure, alla cui definizione abbiamo partecipato attivamente, riconosce le farmacie come un punto fondamentale del sistema sanitario regionale, sempre vicine ai bisogni dei cittadini” conclude.

“Il ruolo della farmacia è strategico per assicurare una sempre maggiore efficacia della campagna vaccinale – aggiunge Toti -. I cittadini hanno nel farmacista di fiducia una figura di riferimento, che può rispondere a dubbi e fornire informazioni, sensibilizzando la popolazione sull’importanza, la sicurezza e l’efficacia della vaccinazione per superare la pandemia”.

Come funziona

Il protocollo attuativo dell’Accordo prevede alcuni requisiti strutturali a garanzia della vaccinazione e dei flussi dei cittadini all’interno delle farmacie: in particolare, ci sarà un punto o un’area di accettazione per l’accoglienza delle persone da vaccinare, la verifica della prenotazione, la raccolta dell’anamnesi e del consenso informato. In un’apposita ‘area di preparazione’ verranno conservati i flaconi multidose e saranno preparati i vaccini nelle siringhe monodose. La somministrazione del vaccino avverrà in un locale dedicato, che dovrà essere di dimensioni adeguate a garantire il distanziamento fisico previsto dalle norme anti Covid. Il soggetto vaccinato dovrà quindi rimanere almeno 15 minuti in un’area per il monitoraggio prima di poter tornare alle proprie attività.

Nel caso in cui la farmacia non sia dotata di locali da dedicare alla vaccinazione e al monitoraggio delle persone vaccinate si potrà prevedere l’utilizzo di locali dedicati nelle vicinanze delle farmacie. In ogni caso, sarà il farmacista ad autocertificare l’idoneità dei locali. Le farmacie potranno svolgere questa attività anche nell’orario di chiusura.

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