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Retromarcia

Toti ci ripensa: “Troppo difficile spostare gli infermieri no-vax”. E rilancia sul vaccino obbligatorio

"Sarebbe più appropriato un decreto da parte del Governo, comporterebbe meno dispendio di denaro pubblico"

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Genova. “È evidente che spostare decine, centinaia di persone da ruoli in cui sono indispensabili a ruoli in cui non sono indispensabili comporta l’apertura di buchi nell’organico dei reparti. E stiamo parlando di professionalità spesso rare nel mercato del lavoro italiano”.

Si è sgonfiata in poche ore la proposta del presidente Giovanni Toti finalizzata a imitare il provvedimento assunto dalla Regione Puglia per allontanare dai pazienti i sanitari che rifiutano il vaccino, dopo il caso del cluster al San Martino. Proposta che era stata fatta propria anche dalle opposizioni, ma che ha ricevuto l’altolà del direttore generale del policlinico, Salvatore Giuffrida, intervenuto a Genova24 per dire che un meccanismo del genere sarebbe insostenibile dal punto di vista organizzativo.

“Ne possiamo ragionare – aggiunge Toti – ma poi, all’atto pratico, è una legge su cui abbiamo già riflettuto coi nostri dirigenti, altrimenti avremmo già presentato qualcosa di simile”.

Piuttosto, Toti rilancia sul vaccino obbligatorio per il personale sanitario, misura che non potrebbe assumere la Regione. “Sarebbe ben più appropriato che il governo del Paese, anche forte dell’appoggio dei partiti che firmano questo genere di proposte, proponessero un progetto di legge o un decreto che costringesse talune professioni sanitarie ad avere il vaccino per lavorare. Lo si fa in molti campi del lavoro: ciò comporterebbe molto meno dispendio di denaro pubblico e molti meno problemi organizzativi”.

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