Tutti d'accordo?

Titanio del Beigua, tutti d’accordo sul no all’estrazione: “Ma ora serve una legge nazionale”

La Lega conferma la sua contrarietà, ma Legambiente e Leu rilanciano: "Bisogna affermare un principio di politica ambientale"

Genova. Non si ferma la battaglia a distanza sul giacimento di titanio del massiccio del Beigua tra le varie parti politiche e sociali: se da un lato la giunta regionale più volte si è detta contraria ad ogni attività estrattiva nel parco, dalle associazioni ambientaliste arriva il rilancio “Ora il decreto che permette l’esplorazione geologica deve essere ritirato”.

A dirlo, ancora una volta Legambiente, che in una nota stampa fa eco alle dichiarazioni arrivate in consiglio comunale dalla Lega, per voce del capogruppo Stefano Mai: “La Lega ha presentato un’interrogazione in Regione Liguria allo scopo di mettere una pietra tombale sulla vicenda e consolidare la nostra granitica posizione, fermamente contraria, contro l’estrazione di minerali nell’area dell’entroterra Savonese, dove si troverebbe il giacimento più grande d’Europa del quale si parla dal 1970 – ha detto in aula – È evidente che vi siano interessi estrattivi, se consideriamo che si parla di circa 300 miliardi di euro di valore stimato. Di fatto, la richiesta per effettuare indagini preliminari finalizzate a valutare la distribuzione e le concentrazioni del prezioso minerale, depositata dalla società CET, anche in forza del parere del Ministero dell’Ambiente che non ha ritenuto necessario sottoporla a una valutazione di impatto ambientale e ha quindi visto una recente e parziale autorizzazione, non servirà a nulla. Se non ad alimentare la speranza di avviare la miniera creando molto disappunto nelle comunità locali, che hanno sempre manifestato in modi pacifici la loro contrarietà”.

Una granita convinzione che però non basta: “Ce ne rallegriamo e visto l’ampio e trasversale consenso politico, in Giunta e in Consiglio regionale, nel negare la possibilità di aprire miniere nei territori protetti, ci chiediamo cosa impedisca il ritiro del decreto dirigenziale del 26 febbraio che consente la ricerca di titanio all’interno dell’UNESCO Global Geopark. I comuni del territorio e le associazioni ricorreranno, come annunciato, al TAR contro quel decreto – afferma Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – La regione cosa farà? Si asterrà dal costituirsi, rendendo le dichiarazioni di intenti fin qui dichiarate, effettive? Oppure costringerà gli enti locali a dover investire denaro pubblico per perseguire le loro giuste ragioni, insieme alle associazioni per la tutela del territorio?”.

Ma non solo. Luca Pastorino, segretario di presidenza della Camera per Leu Luca Pastorino e il capogruppo alla Camera di Liberi e uguali, Federico Fornaro, rilanciano ulteriormente, chiedendo che il parlamento metta mano alla penna del legislatore per riempire una lacuna normativa che lascia “troppi margini”: “Il parco del Beigua è un patrimonio che va tutelato e valorizzato. Apprendo con soddisfazione l’impegno del ministro Cingolani per evitare che nel comprensorio vengano avviate delle estrazioni minerarie, perché come indica la legge non sono previste nelle aree protette – dichiarano in una nota stampa – C’è, però, una questione da puntualizzare: riguardo alle ricerche di minerali le norme non sono per nulla chiare a livello di competenze e di possibilità offerte alle Regioni. Serve una legge per affermare un principio di politica ambientale, vietando qualsiasi attività sia di estrazione che di ricerca nei pressi dei parchi. La transizione ecologica significa prima di tutto la tutela della salute e la valorizzazione del patrimonio ambientale”.

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