Via assarotti

Scuola, insegnanti e genitori ancora in piazza: “I ragazzi si stanno spegnendo” fotogallery

Protesta anche a Genova come in altre 60 città italiane. "Dal primo settembre la scuola deve aprire in sicurezza"

Genova. Di nuovo in piazza insegnanti, precari e genitori per chiedere il ritorno definitivo della scuola in presenza. La manifestazione a Genova si è svolta sotto il Provveditorato di via Assarotti ed è promossa da diverse associazioni che in quest’ultimo anno hanno messo in guardia contro i limiti e i rischi della Dad.

“Oggi chiediamo diverse cose e molte di queste le che chiediamo da anni – dice Eleonora Ingrassia del collettivo InSegno – come le assunzioni degli insegnanti precari e in questo momento specifico chiediamo inoltre che la scuola riapra in sicurezza”.

Altro tema fondamentale, non certo nuovo ma che la pandemia ha fatto svolgere anche in un rischio sanitario è quello delle cosiddette ‘classi pollaio’: “La nostra richiesta è una riduzione degli alunni – dice Giulia Bassano, anche lei del collettivo InSegno – perché non si possono avere classi di 27 alunni quando abbiamo aule di 20/25 metri quadri con una pandemia in corso. Abbiamo bisogno di più insegnanti, di più personale Ata per una scuola che dal primo settembre sia in presenza e possa recuperare tutto quello che la pandemia ha causato”.

A monte della pandemia, tuttavia, le difficoltà della scuola italiana derivano da altro: “Parliamo di 20 anni di riforme che hanno tagliato personale, spazi e risorse per la scuola pubblica in funzione di un modello aziendale di scuola che in questo momento tutti i governi stanno cercando di implementare invece di cambiare rotta”. Sulla stessa linea AnnaMaria Rosaspini del sindacato SiCobas: : “Si tratta di un modello inaccettabile dove il passaggio dei saperi è stati ridotto ai minimi livelli soprattutto per le famiglie più fragili, con una visione di una scuola al servizio dell’impresa”.

Tra gli organizzatori della protesta, che a livello nazionale riguarda una sessantina di città in tutto il Paese, il coordinamento Priorità alla Scuola: “Sono molto preoccupata – dice Luisa Setti una delle portavoci genovesi – perché di fronte a dati che dimostrano come il contagio non avvenga a scuola ce ne sono altrettanti ancora più preoccupanti che stanno dicendo che i ragazzi si stanno spegnendo, che stanno male e stanno perdendo le capacità psico cognitivo-evolutive che li rende capaci di formarsi”
Obbiettivo della manifestazione è quindi “chiedere investimenti per una scuola con maggiori spazi, per la formazione degli insegnanti e che renda la scuola come prevista dalla Costituzione. Vogliamo una scuola in presenza svincolata dalle curve Rt. Vogliamo che questo Governo inventi una scuola possibile e garantita a tutti”.