Scarpino riparte dall'impianto Tmb: primi rifiuti in arrivo nella primavera 2022 - Genova 24
Si chiude il ciclo

Scarpino riparte dall’impianto Tmb: primi rifiuti in arrivo nella primavera 2022 fotogallery

Prima colata di calcestruzzo all'interno della discarica per il sistema realizzato e gestito da Iren per Amiu e che tratterà il 110 mila tonnellate all'anno di indifferenziata

Genova. Più che una prima pietra una prima colata di calcestruzzo sulla soletta da cui partiranno i lavori per del futuro impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) all’interno del polo di Scarpino, la discarica di Genova. L’impianto per Amiu sarà realizzato in project financing da Iren che lo avrà in gestione per una durata di 25 anni.

Il Tmb avrà una potenzialità di trattamento intorno alle 110mila tonnellate di rifiuto indifferenziato all’anno, dal quale si ricaverà tutto il materiale recuperabile (carta, cartone, plastica, tetrapak) e si produrrà Ccs e Ccs combustibile oltre a stabilizzare la restante frazione destinata alla discarica.

L’investimento è pari a 42 milioni di euro e impiegherà un centinaio di addetti ai lavori al giorno tra tecnici e operai nella sua fase di realizzazione. “I tempi sono piuttosto rapidi – afferma Massimiliano Bianco, amministratore delegato del gruppo Iren nella primavera del 2022 il Tmb inizierà a ricevere i primi rifiuti, poi ci sarà una fisiologica messa a regime sempre nel 2022 durante la quale si completeranno tutte le funzionalità previste dal contratto con Amiu”.

Il presidente di Amiu Pietro Pongiglione è soddisfatto: “Si pensava che questa discarica appartenesse al passato, che fosse un impianto da buttare via invece oggi rilanciamo Scarpino con il progetto di un’infrastruttura al passo con i tempi, compatibile da un punto di vista ambientale e che si inserisce nel concetto di ciclo dei rifiuti come trasformazione di materiale”.

Scarpino Tmb Discarica

Alla cerimonia della “prima pietra” anche il sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Questo è un momento che la città aspetta da anni – ha detto Bucci – oggi mettiamo a posto un pezzo importante per chiudere il ciclo dei rifiuti, che non è chiuso totalmente ma quasi, a regime ci sarà un risparmio anche sulla Tari ma oggi la cosa più importante è il passo avanti nel ciclo dei rifiuti, sempre ricordando che sempre di più i cittadini dovranno fare la loro parte praticando correttamente la raccolta differenziata”.

Il governatore ligure Toti ha ricordato: “Quando è iniziata la nostra amministrazione, la commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti parlava di una Liguria che stava all’anno zero, sei anni dopo abbiamo fatto molti passi avanti e questa giornata ne è la dimostrazione così come lo è l’avvio dei lavori per il biodigestore della Spezia, il raddoppio di quello di Cairo Montenotte e il commissariamento dell’ato idrico del ponente. La raccolta differenziata ormai superato abbondantemente il 50% in tutta la Liguria e con questo lavoro oggi anche Genova si avvia verso un percorso virtuoso, che recupera una discarica per anni considerata una bomba ecologica e la trasforma in un sito di ultima generazione“.

I lavori di profilatura e livellamento dell’area dove sorgerà l’impianto Tmb sono stati realizzati da personale Amiu già a partire dall’aprile del 2020. “Le aziende impiegate per la costruzione dell’impianto vero e proprio saranno tutte del territorio, genovesi e liguri”, ha sottolineato il sindaco Bucci.

Generica

Come funzionerà. I rifiuti in ingresso passeranno attraverso una prima fase di vagliatura e di cernita manuale per il recupero di carta e plastica.Una successiva fase di vagliatura separerà la frazione secca da quella umida, inviando la frazione umida ad un trattamento aerobico, e quella secca alla bioessicazione, eseguiti all’interno di biocelle dodate di sistemi ad areazione forzata.

Seguiranno poi a queste fasi ulteriori processi di vagliatura che, attraverso una serie di separatori (balistico, magnetico, ottici) avranno lo scopo di recuperare carta, plastica e metalli (ferrosi e non). Tutti i materiali recuperati saranno poi avviati ad impianti di recupero.
Il restante materiale, attraverso una ulteriore serie di processi di raffinazione, sarà destinato alla produzione di CSS combustibile e di materiali utili alla copertura della discarica.

Il processo nel suo complesso consentirà di ridurre dello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato, recuperando il 15% dei materiali presenti e utilizzando il 31% del rifiuto stesso per la produzione di CSS. Nel nuovo complesso impiantistico saranno occupati oltre 20 addetti.

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