Esposto

Saluto romano a Cogoleto, l’associazione Treno della memoria si costituisce parte offesa

In caso di risarcimento ( se sarà ammessa la costituzione di parte civile) le risorse saranno investite nei viaggi della memoria

Genova. L’associazione nazionale Treno della Memoria – che in sedici anni ha portato più di 50.000 ragazzi a visitare i campi di Auschwitz e Birkenau – ha presentato un esposto alla magistratura e chiesto formalmente di potersi costituire parte offesa nel procedimento aperto dal Tribunale di Genova a carico dei consiglieri e ieri, martedì 23 marzo, la richiesta è stata ufficialmente accolta.

L’associazione Treno della Memoria, ora ufficialmente iscritta quale parte offesa, farà anche richiesta di costituirsi parte civile al fine di ottenere il risarcimento del danno morale che verrà utilizzato integralmente per finanziare la partecipazione di ragazze e ragazzi delle scuole superiori della Liguria al Treno della Memoria.

“Non può sfuggire la correlazione fra il gesto dei consiglieri di Cogoleto con la data del 27 di gennaio, Giornata Internazionale della Memoria, che coincide con il giorno in cui venne liberato il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau – affermano indignati i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Treno della Memoria – Anche per questo ci riteniamo moralmente offesi dal gesto dei tre consiglieri comunali in questione, non solo perché riteniamo contrario ai dettami e allo spirito della legge e della nostra Costituzione qualunque gesto che richiami, inneggi o si riferisca alle ideologie nazifasciste. Ma ancor di più non si può tollerare che questi gesti vengano esibiti da rappresentanti eletti del popolo nello svolgimento del loro compito istituzionale”.

“La libertà di parola, di associazione, di costituzione di forze politiche, di espressione è stata pagata a caro prezzo; non ci è stata donata ma è stato il frutto di dure lotte partigiane contro un regime che crudelmente ha represso ogni libertà fino a collaborare strettamente con il regime nazista alla deportazione di migliaia e miglia di persone, fino ad allora cittadine e cittadini italiani. Non crediamo si debba soprassedere di fronte a questi gesti che non solo riteniamo illeciti e delittuosi, che profondamente lesivi degli interessi e dei diritti di cittadine e cittadini tutti, dei quali ci facciamo portatori sin dalla costituzione dell’associazione, gesti che pertanto minano alle fondamenta il nostro lavoro e che mettono in discussione i principi cardine della nostra Costituzione” conclude Paolo Paticchio, presidente dell’associazione.

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