Battaglia

Possetti: “Aspi fuori dalla gestione delle autostrade, no a un velo di polvere su quanto accaduto”

Nel giorno della riapertura della Radura della memoria sotto il nuovo viadotto il comitato dei familiari delle vittime del Morandi chiede di incontrare il premier Draghi

Genova. Un ricordo alle donne che hanno perso la vita nel crollo di ponte Morandi, nel giorno in cui il Comune di Genova torna ad aprire la Radura della Memoria in via Fillak, sotto il nuovo viadotto, ma anche un forte j’accuse nei confronti di Autostrade e della politica che non si sta impegnando abbastanza per restituire giustizia dopo quanto accaduto. Così in un messaggio inviato in questo 8 marzo da Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo vittime ponte Morandi.

“Oggi è la Festa delle Donne e vogliamo ricordare in particolare tutte le donne morte nella nostra tragedia senza dimenticare tutte le altre vittime e tutte le donne maltrattate e uccise alle quali questa festa dovrebbe rendere onore. Con questa occasione facciamo alcune riflessioni.

I nostri morti al momento hanno alcuni segni tangibili di memoria e sono il grande impegno profuso per le indagini, quello processuale e la “Radura della Memoria” a Genova. Oggi questa Radura, embrione di ricordo, in attesa del memoriale, acquisisce nuova luce e diventa parte della città, auspichiamo che acquisisca vitalità e possa mantenere saldo il ricordo.

Vediamo anche sensibili movimenti sul fronte indagini anche in altri luoghi che ci fanno tremare: venti strutture sequestrate in Sicilia, perché a rischio crollo, è evidente quanto il nostro paese abbia distrutto la sicurezza dei cittadini per lucro.

Il sistema marcio che ha consentito il crollo del Ponte Morandi è ancora più che vitale e inserisce rattoppi sulle falle, ma potrebbe mietere nuove vittime.

I grandi lavori con disagi notevoli sulle nostre autostrade rappresentano quanto non è stato fatto in passato e sono lo specchio del disastro.

Alcuni indagati nascondono i patrimoni! Questa nostra Italia funziona così purtroppo. Quando il fuoco brucia si salvi chi può ma che alcune persone non abbiano neanche un briciolo di dignità lo abbiamo capito da tempo.

Ma cosa deve ancora essere fatto per dare speranza? Tanto. Tutti dobbiamo percepire in modo tangibile sicurezza e rispetto tutti i cittadini.

Alcuni organi di stampa stanno ipotizzando un mantenimento ad Autostrade per l’Itali dell’attuale concessione per impossibile accordo con Cassa depositi e prestiti, il tutto con rinegoziazione delle condizioni.

Non ci sono operatori seri in Italia o fuori dal nostro paese? Come cittadini non siamo in grado di rispondere, ma pensiamo che le nostre istituzioni debbano trovare soluzioni serie ed eque per risolvere il problema.

Non possiamo stendere un velo di polvere su quanto avvenuto, non sarebbe giusto, andrebbe solo a vantaggio di chi ha nascosto, mentito e lucrato.

Vogliamo incontrare il presidente Draghi e il ministro delle Infrastrutture perché vedano i nostri occhi e sentano il nostro dolore di parenti e cittadini, qualunque sia la decisione dovrà essere giusta ma dovrà dare un segnale forte o non avremo futuro, e non lo avranno neanche coloro che al momento sorridono per le nostre parole”.

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