Marco Sciaccaluga, una vita per il teatro. Per Genova si chiude un'epoca - Genova 24
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Marco Sciaccaluga, una vita per il teatro. Per Genova si chiude un’epoca

La sua ultima iniziativa "Ci sarà una volta il teatro" diffusa su Facebook testimonia l'immensa cultura combinata con una capacità divulgativa enorme

marco sciaccaluga

Genova. Una vita per il teatro. Nel caso di Marco Sciaccaluga, scomparso ieri sera a causa di una malattia, non è una di quelle frasi fatte che si dicono quando muore un regista o un attore o comunque una persona che ha lavorato davanti o dietro le quinte.

Perché Sciaccaluga è uscito dalla scuola di recitazione del teatro Stabile di Genova e da lì non si è più mosso, diventandone a 23 anni regista stabile, pur collaborando con altre realtà pubbliche e private in Italia e all’estero. Dal 2000 al 2015 era diventato, insieme a Carlo Repetti (scomparso lo scorso dicembre), condirettore del Teatro. Entrambi erano stati designati eredi di Ivo Chiesa che proprio nel 2000 aveva lasciato la direzione. Con la morte di Sciaccaluga è come se a Genova si chiudesse davvero un’epoca. Dal 2015 al 2019, anno del suo pensionamento, era rimasto consulente artistico, senza rinunciare alla regia, la sua vocazione.

Inutile citare l’elenco di titoli che ha diretto nella sua vita, misurandosi coi grandi classici come un “minatore ostinato” per rubare una citazione di Umberto Eco usata per il titolo del libro di Roberto Iovino (De Ferrari Editore) dedicato al regista genovese. Superfluo dire che con lui hanno lavorato tanti grandissimi attori, ma anche i giovani, che ha lanciato senza timori in una città in cui se hai meno di trent’anni vieni considerato ancora un bambino.

Genova perde un patrimonio. Un uomo di cultura sconfinata, ma che sapeva divulgare, che amava il gusto del racconto. Le sue conferenze stampa erano uno spettacolo nello spettacolo.

Proprio negli ultimi tempi di pandemia, quando il teatro è stato costretto a interrompere gli spettacoli dal vivo, Sciaccaluga aveva avviato sulla pagina Facebook del Teatro Nazionale di Genova una rubrica video intitolata “Ci sarà una volta il teatro“, arrivata al numero 27 in cui aveva condiviso con il pubblico esperienze, riflessioni non solo sul teatro, da grande affabulatore quale era. Il 29 settembre, con la riapertura della stagione in presenza, si era congedato promettendo una ripresa futura. Invece, purtroppo, è stata l’ultima.

Proprio nei giorni scorsi invece sono stati tramessi due spettacoli da lui diretti nelle ultime stagioni: Rosencrantz e Guilderstern sono morti

e La favola del principe Amleto

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