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Affetto

L’ospedale San Martino ricorda Elisa Enrile: “Aiutare gli altri era nella sua natura”

La 30enne vittima di una fatalità sul monte Zatta era specializzanda in anestesia, aveva dato tutto nella battaglia in corsia contro il Covid

Genova. Era dedita e appassionata al suo lavoro. Lo era stata anche nei terribili ultimi mesi caratterizzati dall’avvento della pandemia. Anche per questo Elisa Enrile, la medico 30enne morta dopo essere caduta in una scarpata sul monte Zatta, viene ricordata dai colleghi dell’ospedale San Martino di Genova, dove lavorava.

Il policlinico ha salutato Elisa con un post su Facebook. “L’Ospedale Policlinico San Martino ricorda con stima e affetto la dottoressa Elisa Enrile, scomparsa prematuramente”.

“Elisa era specializzanda al quarto anno e, come tanti altri specializzandi, era stata chiamata, fin da inizio emergenza, a lavorare stabilmente in un reparto Covid. Il suo era la Rianimazione del San Martino, come anestesista. “Perché aiutare gli altri è sempre stato nella sua natura”.

“Ad Elisa va il più grande ringraziamento dalla comunità degli Anestesisti Rianimatori del Policlinico, di cui faceva parte, per la professionalità e la serietà nella professione e, in particolare, per il grande contributo fornito nella cura dei pazienti affetti da Covid-19 fin dall’inizio dell’epidemia”.

Questo il ricordo del direttore della scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione e dell’unità operativa Clinica Anestesiologica e Terapia Intensiva professor Paolo Pelosi e del direttore del Dipartimento di Emergenza dottor Angelo Gratarola

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