Nuovo elenco

Lavori pubblici, il Comune alza da 1 a 5 milioni il tetto per la procedura rapida: è polemica

Pci Genova: “Regole non chiare”, cauta la Cgil. Ma gli altri sindacati e le imprese plaudono all’iniziativa. Il vicesindaco: “Abbiamo utilizzato il decreto semplificazioni”

Genova. Mette (quasi) tutti d’accordo a Genova la delibera della giunta comunale che ha scelto di aumentare da 1 a 5 milioni il tetto per le procedure negoziate in tema di affidamento di appalti pubblici. Se l’associazione delle imprese edili Ance Genova, e i sindacati di categoria di Uil e Cisl si sono dette pienamente soddisfatte, la Fillea Cgil, così come la Camera del Lavoro hanno scelto di prendersi un po’ di tempo per valutare la cosa, con cautela e perplessità in attesa di ulteriori approfondimenti, ma la voce più critica arriva da sinistra, in particolare dalla segreteria genovese del Pci.

“L’elenco approvato il primo marzo dalla giunta comunale includerà le aziende che gioveranno di una cifra di circa 5 milioni di euro per svolgere i lavori pubblici, senza bando di gara, come quello costituito 3 anni fa per le aziende che si occupano di opere inferiori al milione di euro – attaccano dal Partito Comunista Italiano – questa per noi non rappresenta una semplificazione, bensì l’istituzione di una vera e propria élite di aziende autorizzate, senza criteri ben chiari”.

“Questo non va a beneficio della città di Genova, già duramente colpita dai casi di possibili infiltrazioni di stampo mafioso nella gestione appalti su cui sta indagando la procura, tantomeno va a beneficio dei genovesi – continuano dal Pci – diciamo no alle élite, gli appalti pubblici devono rimanere tali con un legittimo bando di gara, e andrebbero affidati alle aziende del territorio e delle circoscrizioni per cui si intendono svolgere i lavori di pubblica utilità”.

Sulla questione interviene, mettendo i “puntini sulle i”, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Pietro Piciocchi: “Questa è un’operazione di cui vado orgogliosissimo, operazione che ci è stata possibile utilizzando il decreto semplificazioni del governo Conte – ricorda – chi oggi confonde procedura negoziata con affidamento diretto dovrebbe mettersi a ripassare le basi”.

Piciocchi parla di “grande pressapochismo”. Non si tratterebbe di “affidamento senza gara” perché in base al codice degli appalti la procedura negoziata è una gara vera e propria. “Certo, non è una gara aperta ma è comunque una procedura di gara disciplinata in maniera estremamente puntuale dal codice degli appalti“.

“Questo nostro intervento mira intanto a semplificare i procedimenti di assegnazione perché sappiamo che la gara europea ha tempi molto molto lunghi – continua il vicesindaco – e in secondo luogo ha un grande vantaggio, che è stato molto apprezzato dalle imprese del territorio, ossia che il Comune deve invitare almeno 30 aziende di cui 15 del territorio e questa è una cosa è importantissima. So anche la Cgil si è stizzita, io non capisco francamente il motivo nel momento in cui facciamo valori più veloci, facciamo lavorare le aziende del territorio con procedure trasparenti perché sono regolate dal codice”.

Molto positivo il commento espresso da costruttori e dagli altri sindacati di categoria dell’edilizia. “Hanno dimostrato grande attenzione e sensibilità per le richieste delle imprese e dei lavoratori traducendole in uno strumento assolutamente positivo per tutto il comparto”, dice il presidente di Ance Genova Filippo Delle Piane.

Condivide il giudizio positivo Andrea Tafaria, segretario generale di Filca Cisl, secondo cui “va apprezzato l’impegno del Comune verso l’occupazione e l’economia locale”. Dello stesso avviso anche Mirko Trapasso, segretario generale della Feneal Uil, che sottolinea che “la delibera della giunta comunale recepisce una istanza da tempo avanzata dalla categoria”.

Costruttori e sindacati di categoria contano di incontrare al più presto i rappresentanti del Comune per esaminare insieme le modalità operative delle nuove disposizioni e monitorarne i risultati.