Domani

I ristoratori genovesi in trasferta a Sanremo: “Presto torneremo in piazza a Genova”

Una delegazione interverrà domani alle 16 nell'ambito delle proteste contro il Festival

Genova. Trasferta a Sanremo domani, 2 marzo,  giorno di inaugurazione del Festival, per i ristoratori genovesi e per i rappresentanti delle altre categorie (palestre, discoteche, lavoratori dello spettacolo, agenzie di viaggio e molte altre) riunite nella #protestaligure. Dopo il grande corteo spontaneo di due settimane fa e dopo il presidio in piazza De Ferrari di lunedì scorso, oggi nessuna manifestazione a Genova.

“Abbiamo deciso di prenderci una pausa – spiega Ivan Spagnolo, uno dei portavoce del neonato comitato – da un lato per partecipare domani a una delle manifestazioni indette a livello nazionale a Sanremo, dall’altra per dare un po’ di respiro ai nostri ristoratori che oggi hanno riaperto i loro locali dopo due settimane”.

Quella di domani sarà per i genovesi una presenza simbolica ma non per questo meno significativa: “Alle manifestazioni indette per questi cinque giorni parteciperanno ristoratori di tutta Italia, arriveranno dalla Toscana e anche dalla Sardegna, ci saranno i lavoratori del comparto fiere, ma anche artisti e circensi. Noi domani saremo un buon numero in rappresentanza delle diverse categorie riunite nella protesta ligure, abbiamo preparato un intervento in cui racconteremo la nostra esperienza e motiveremo le nostre richieste”.

Le richieste sono quelle che i ristoratori e non solo portano avanti da settimane: “Anzitutto chiediamo risarcimenti immediati perché non ha senso parlare di ristori, chiediamo lo stop a bollette e tasse per il 2020 e il 2021. In secondo luogo pretendiamo il pagamento immediato della cassa integrazione per i nostri dipendenti che finora ne hanno visto solo le briciole con mesi di ritardo e chiediamo che anche i ristoratori che vivono di quell’attività anche se non hanno dipendenti ricevano un ammortizzatore sociale dello stesso tipo”. Poi c’è il tema delle riaperture: “Vogliamo riaprire in sicurezza come accade adesso in zona gialla e di poter aprire anche la sera”. Infine il “blocco degli sfratti sulle abitazioni e sui locali ma chiediamo che lo Stato intervenga a favore dei proprietari dei locali con dei rimborsi”.

Sul Festival #protestaligure ha una posizione netta: “Rappresenta una presa in giro consentire di svolgere il festival in questo modo e in questa situazione e non dicano che così danno un po’ di lavoro al comparto perché tutto il mondo dello spettacolo non lavora da un anno – dice Spagnolo – sarà un caso che siamo diventati gialli proprio nella settimana di Sanremo?”.

Dopo il Festival comunque la #protestaligure non si ferma: “Lunedì scorso abbiamo fatto una manifestazione statica perché avevamo coinvolto molte categorie che ci hanno chiesto di poter intervenire. Abbiamo organizzato il tutto in pochi giorni e abbiamo commesso anche degli errori soprattutto nella gestione di alcuni interventi, ma è certo che la protesta andrà avanti e la prossima volta non è detto che resteremo immobili. Siamo pacifici e ci dissociamo da chi incita alla violenza, ma siamo intenzionati a farci sentire”.

leggi anche
  • "vogliamo lavorare"
    La rabbia dei ristoratori blocca la città: invasa la sopraelevata, proteste a De Ferrari
  • De ferrari
    Genova in piazza contro le chiusure: non solo ristoratori, la protesta si allarga
  • Il corteo
    Coronavirus e restrizioni, ristoratori di nuovo in piazza: “Difendiamo lavoro e dignità”