Giornata dei disturbi alimentari, con la pandemia casi in aumento soprattutto negli adolescenti - Genova 24
Fiocco lilla

Giornata dei disturbi alimentari, con la pandemia casi in aumento soprattutto negli adolescenti

Nel 2020 ci sono stati 245 pazienti presi in carico dall'Asl 3, sessanta al Gaslini e 32 al San Martino

anoressia

Genova. Oggi, lunedì 15 marzo, è la giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare. In Liguria, nel 2020, sono stati 806 i percorsi di presa in carico attivati per i pazienti con disturbi dell’alimentazione di cui: 106 in Asl 1, 180 in Asl 2, 245 in Asl 3, 48 in Asl 4, 135 in Asl 5, 32 all’UO Dietetica e Nutrizione clinica dell’Ospedale Policlinico San Martino e 60 all’Istituto G. Gaslini.

I disturbi dell’alimentazione presentano una genesi multifattoriale nella quale si intrecciano con modalità e gravità diverse, aspetti nutrizionali e organici, psichici e sociali, ne deriva quindi la necessità di attivare una rete di servizi sanitari specialistici per garantire risposte assistenziali adeguate.

Secondo i dati resi noti dal Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla che si celebra il 15 marzo, nei primi 6 mesi del 2020 in Italia ci sono stati 230.458 nuovi casi a fronte dei 163.547 dello stesso periodo del 2o19. Sono aumentati i casi di esordio della malattia ex novo, si sono aggravati quelli preesistenti e si è abbassata la fascia di età colpita: ci sono anche bambini di 11 anni.

Secondo il Piano nazionale di prevenzione, i Disturbi alimentari costituiscono oggi una delle emergenze sanitarie più preoccupanti dell’emisfero occidentale, anche alla luce dell’abbassamento dell’età del loro esordio, fino a interessare i bambini nei quali si registra una prevalenza pari a circa l’1% di anoressia e bulimia.

“I disturbi del comportamento alimentare colpiscono prevalentemente i ragazzi, che inoltre hanno maggiormente sofferto durante questo lungo anno di pandemia da Covid-19, con un aumento del disagio giovanile anche in relazione a queste problematiche – sottolinea Giovanni Toti, presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria – In Liguria abbiamo professionisti molto preparati per affrontare anche le situazioni più complesse legate ai disturbi del comportamento alimentare ma è fondamentale da un lato agire sulla prevenzione e, dall’altro, intervenire ai primi segnali, per intercettare precocemente il disturbo nella fase iniziale”.

In Liguria tutte le Aziende sociosanitarie prevedono un Ambulatorio specialistico per la presa in carico dei pazienti con disturbi alimentari, si tratta del primo livello di cura a cui possono accedere tutti i cittadini.

Gli interventi a livello regionale: nel luglio 2019 è stata approvata la Legge regionale n. 16 “Disposizioni a favore del contrasto dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e per la promozione e formazione del personale sanitario” che, tra le altre indicazioni, prevede all’art. 7 l’adozione di Linee di indirizzo per la presa in carico dei pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione e della nutrizione.

Inoltre il 20 febbraio 2020 è stata adottata la Deliberazione di Alisa n. 48 che, in ottemperanza alla Legge regionale n. 16/2019, approva le “Linee di indirizzo organizzative regionali per la presa in carico dei pazienti con disturbi dell’alimentazione”.

L’adozione di queste linee di indirizzo organizzative a livello regionale è stato un passaggio fondamentale per individuare criteri di accesso uniformi per la presa in carico dei pazienti con disturbi dell’alimentazione, modulati in base alla fascia di età del soggetto, a seconda della gravità del quadro clinico e dell’intensità assistenziale, conformi alle linee guida e raccomandazioni internazionali e nazionali presenti in letteratura, in un contesto in cui diverse specializzazioni, professioni e aree d’azione, sono implicate nella presa in carico attiva e globale della persona che presenta un disturbo dell’alimentazione.

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