Ambiente

Genova studia un progetto per coprire i cantieri navali e bloccare le emissioni inquinanti

Il presidente Signorini: "Sollecitazioni da Cingolani, servono decine di milioni di euro ma chiederemo fondi nel Recovery Plan"

Genova. Un gigantesco capannone per coprire i cantieri navali, in modo da ridurre l’impatto acustico ma soprattutto contenere le emissioni inquinanti derivanti da lavori di verniciatura e lavorazione delle lamiere. È il progetto allo studio di Autorità portuale, Comune e Regione che mira a ottenere finanziamenti nell’ambito del Recovery Plan e che potrebbe cambiare la vita non solo a Sestri Ponente, ma anche – e soprattutto – ai residenti di Carignano che abitano di fronte ai bacini delle riparazioni.

A darne notizia è stato il presidente dell’Autorità portuale Paolo Emilio Signorini a margine della presentazione della prossima Genoa Shipping Week in programma dal 4 al 10 ottobre: “È una sollecitazione che ci arriva dal ministro Cingolani – spiega Signorini – quella di un’iniziativa che porti alla copertura di tutti i bacini di produzione e riparazione navale a Genova, sia a Sestri, dove stiamo lavorando all’espansione dei cantieri, sia nel comparto delle riparazioni navali a Levante. Mi sembra una notizia molto bella pensando a come mantenere i cantieri in città ma salvaguardando la salute e l’ambiente per i cittadini”.

L’obiettivo, come detto, è quello di innestarsi al Recovery Fund. “Una stima che noi abbiamo – prosegue Signorini – parla di diverse decine di milioni di euro per la copertura integrale. Ovviamente lo facciamo in un progetto più ampio che prevede il completamento dell’elettrificazione delle banchine in tutto il porto di Genova e un controllo diverso delle emissioni, un progetto integrato che giustifichi uno spazio nel recovery fund”.

Il modello è quello applicato nelle città del Nord Europa dove le condizioni meteorologiche proibitive impongono di lavorare al coperto. Si tratterebbe di una struttura in grado di contenere l’intero bacino in cui viene ricoverata la nave, in grado di fornire un sufficiente isolamento ambientale che impedisca alle sostanze pericolose di raggiungere i centri abitati. In questi anni sono state molte le proteste dei cittadini, soprattutto nella zona di Carignano, che chiedevano lo spostamento delle riparazioni navali proprio per le concentrazioni di metalli pesanti generate dalle attività del cantiere. A Sestri Ponente la copertura andrebbe di pari passo col ribaltamento a mare, quindi riguarderà il nuovo bacino e non quello attuale.

Le tempistiche sarebbero quelle imposte dal Recovery Plan. “Il Governo manderà il piano ad aprile – prosegue Signorini – quindi noi dovremo avere la proposta progettuale redatta entro aprile in modo che il governo la possa inserire nel piano che manderà alla commissione europea”. I paletti sono quelli ormai noti: 2023 per la cantierizzazione, 2026 completamento delle opere. “Siamo abbastanza in linea con quello che abbiamo in progettazione a Sestri Ponente, mentre per il comparto di Levante stiamo cercando di allinearci”, ha concluso il presidente del porto.

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