L'appello

Ex Aura e l’asilo a pochi metri, la lettera aperta dei genitori: “Via i bambini dal cantiere” fotogallery

Non spaventa solo l'amianti, ma polvere e rumore per il cantiere di demolizione

Genova. Spostare i bambini dell’asilo, e farlo in fretta, per metterli al riparo dalle poveri e dai rumori del cantiere. Parliamo della scuola di infanzia di via del Commercio di Nervi, che da settimane sta letteralmente condividendo luce e aria con il cantiere di demolizione dell’edificio dell’ex Aura.

Su queste pagine avevamo già raccolto l’appello dei genitori preoccupati per la bonifica in corso delle componenti in amianto a pochi metri dagli spazi dell’asilo, ma ora la protesta si allarga: in queste ore è stata diffusa una lettera aperta, firmata dal Consiglio Direttivo del Comitato Genitori Quinto Nervi e dai Rappresentanti dei genitori del Consiglio d’Istituto del Comprensivo Quinto Nervi, che rinnova l’appello, in previsione dell’arrivo delle ruspe vere e proprie.

“Il giardino dove sono soliti giocare i bimbi durante il giorno (che in tempo di covid le insegnanti cercano di sfruttare il più possibile) risulta confinante tanto da sembrare facente parte del cantiere lavori – scrivono –
Ciò ha portato le famiglie ad informarsi, a confrontarsi con esperti, senza la volontà di fermare i lavori o essere d’intralcio in qualche modo, domandando semplicemente, prima alla Dirigente Scolastica poi alle Istituzioni, se lo spostamento temporaneo dell’asilo in via precauzionale potesse essere un giusto compromesso per dare tranquillità a tutti: tutelare la salute dei propri figli è il primo e più importante scopo di qualunque genitore, non ci sono dubbi“.

“Le polveri sottili che inevitabilmente si verranno a formare durante l’abbattimento delle grosse strutture, il forte rumore che le ruspe e i macchinari provocheranno e lo smaltimento delle fibre d’amianto presenti negli edifici, benché sotto la stretta e attenta vigilanza di Asl e degli organi competenti, impatteranno direttamente proprio sul giardino e nelle aule dell’asilo che hanno le finestre sempre obbligatoriamente aperte (per le Normative anti-covid)”.

Nelle scorse settimane, però, qualcosa si era mosso: “L’Istituto Comprensivo ha accolto subito e favorevolmente la richiesta della maggioranza delle famiglie, ha cercato soluzioni alternative e, di concerto col Municipio IX del Levante, ha individuato l’edificio della scuola E. Fermi di piazza Duca degli Abruzzi come struttura idonea al trasferimento poiché possiede spazi al momento inutilizzati. Sono stati fatti dei sopralluoghi in tal senso con gli organi preposti e appurato che non sussistono ragioni per non concedere tale utilizzo“.

Ma a questo punto manca un passaggio cioè il via libera da parte dell’amministrazione civica, di via libera di fatto non ancora arrivato: “Quello che chiediamo è la disponibilità del Comune di Genova e di chi detiene il potere decisionale, a capire la preoccupazione di quelle famiglie che lasciano i loro piccoli 8 ore al giorno in un simile contesto. La soluzione precauzionale è talmente semplice che crediamo possa essere ben compresa da tutti Mentre i lavori del cantiere proseguono, dobbiamo tutelare il benessere dei bambini ed evitare che alcune famiglie decidano di ritirarli dal servizio pubblico, come paventato. Sarebbe una sconfitta per tutta la comunità – conclude la lettera – Ci aspettiamo delle risposte in tempi molto brevi perché non si creino controversie e strascichi. La risoluzione del problema è fattibile e a portata di mano, confidiamo nel buonsenso di chi è preposto ad approvarla”.

Nel frattempo, secondo fonti dell’amministrazione comunale, in questi settimane sono stati costanti i monitoraggi da parte di Arpal, e al momento non sarebbero state rilevate quantità di inquinanti, o peggio, di sostanze dannose, aerodisperse. Nelle prossime ore è previsto una riunione tecnica tra Comune, Arpal e gli uffici igiene della ASL3. “Noi però chiediamo una valutazione che eviti qualsiasi rischio – ci spiegano i genitori – per cui anche se venisse rilevata anche uno sforamento, sarebbe troppo tardi per la salute dei nostri piccoli“.

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