Non può camminare ma alla montagna non rinuncia: Diego Barbieri, 14 anni, è Alfiere della Repubblica - Genova 24
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Non può camminare ma alla montagna non rinuncia: Diego Barbieri, 14 anni, è Alfiere della Repubblica

Un incidente lo costringe sulla carrozzina da quando ha 8 anni ma lui non si è mai arreso a vivere la sua vita. Toti: "Esempio di resilienza"

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Genova. “Nonostante il grave incidente avuto a 8 anni, il genovese Diego Barbieri non si è arreso e a soli 14 anni è stato nominato Alfiere della Repubblica dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo essere stato salvato dai medici dell’ospedale Gaslini di Genova, Diego è diventato esempio di resilienza e riscatto per amici e compagni di scuola e dopo il suo incidente nel bosco continua ad andare in montagna e a promuovere le bellezze della nostra terra. Bravo Diego per aver dimostrato che nessun ostacolo è insormontabile!”.

Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti dopo la nomina del giovane ligure da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Quella di Diego è una storia toccante – aggiunge l’assessore alle Politiche giovanili e alla Scuola Ilaria Cavo – Che emerge grazie al riconoscimento di oggi e che è giusto valorizzare. Racconta e riconosce la forza di un ragazzino che non si è arreso, ma contemporaneamente riconosce la forza di una scuola e di una comunità che hanno saputo capirlo e accompagnarlo: prima nei piccoli passi necessari per una vita nuova, più difficile, diversa da quella a cui era abituato a causa di un terribile incidente, poi di nuovo sulle montagne grazie a una joelette, un mezzo speciale per l’arrampicata, che ora gli permette di raggiungere le vette insieme ai suoi compagni”.

“Mi sono complimentata con Marco, suo papà. Mi ha spiegato quanta forza gli ha dato il progetto che la sua scuola, l’Alice Noli di Campomorone, ha dedicato alla “montagna”. Quella montagna che Diego ama e che lo ha stimolato. È stata la svolta: ha dato forza a lui, e ha dato forza ai compagni. Un messaggio di inclusione a doppio senso”, continua Cava.

“Mi sono complimentata anche con il professor Stefano Piana – aggiunge – per la dedizione con cui ha seguito Diego, portando avanti quel progetto già avviato, senza trasformarlo ma migliorandolo per Diego. I suoi limiti visivi e pratici sono diventati una crescita per tutti, per una classe, per una scuola, per il volontariato arrivato nel suo paese e nella sua comunità. Grazie Diego per la tua capacità di reazione. Essere alfiere da oggi vuol dire essere anche un esempio per gli altri, insieme agli altri”.

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