De.co.

Dalla panera alle focaccette di Crevari alla sagra della zucca: arriva il marchio per tutelare la “genovesità”

Sarà approvata martedì dal consiglio comunale e sarà un riconoscimento per i prodotti e la cultura locale

Genova. Dalla focaccia alla panera, dallo sciroppo di rose alla prescinseua alla sagra della zucca o di altre feste patronali caratterizzanti il territorio. Queste realtà gastronomiche e culturali “iperlocal” avranno uno strumento in più per essere valorizzate.

Due anni dopo la mozione presentata in aula rossa, e un anno dopo la legge regionale sul tema, sarà votata martedì prossimo nella seduta del consiglio comunale la proposta di iniziativa consiliare presentata da Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia, per l’istituzione di un marchio De.Co. (denominazione comunale) per la tutela delle attività agroalimentari e le tradizioni locali. La proposta è stata condivisa da tutti i gruppi durante la commissione della scorsa settimana.

Ad esempio? Nel registro Deco potranno essere inseriti alcolici (ad esempio amari), sciroppi (quello di rosa, ad esempio), tipologie particolari di carne o pesce allevati in maniera specifica e caratterizzante del territorio, salse e condimenti (salsa di noci, per fare un esempio), formaggi (la prescinseua), pietanze particolari (come la cima o il cappon magro), carni fresche, salumi, prodotti da forno dolci e salati (come la focaccia o i gobeletti), di confetteria (come i quaresimali o le violette candite) e gelateria (la panera).

Ma non solo cose che “si mangiano o si bevono”: potranno avere il marchio De.Co. anche qualunque prodotto, affermato nella tradizione locale, realizzato attraverso la manualità e la creatività di un produttore o da un gruppo di produttori. Eventi, come feste paesane, patronali, sagre. E poi particolari tecniche di allevamento o pesca.

“L’obiettivo è quello di promuovere con un marchio di appartenenza territoriale chi a Genova produce specialità strettamente legate alla storia, alla cultura e alle tradizioni genovesi – dice il consigliere comunale di Forza Italia Mario Mascia – così da avere uno strumento in più per pubblicizzare il Comune di Genova nel marketing territoriale che sta continuando a portare avanti a testa alta, anche a livello internazionale, nonostante la pandemia ancora in corso”.

Una delle criticità legate all’istituzione del marchio De.Co. (l’ennesimo strumento di tutela, ultimo di una lunga serie) sarà quella di non sovrapporsi come un doppione a marchi già esistenti. Per differenziarlo e riconoscerlo servirà un logo. Il Comune di Genova lancerà un bando appositamente per questo scopo.

Il disciplinare. Fra i requisiti per ottenere il marchio, ci sono la produzione nel territorio comunale, l’esclusione di prodotti geneticamente modificati e il rispetto dei disciplinari approvati A valutare e proporre alla giunta comunale l’iscrizione nel registro sar‡, in- fatti, una commissione composta prevalentemente da tecnici legati alle associazioni di categoria del commercio, dell’agroalimentare, dell’artigianato ma anche esperti di cultura e storia locale.

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