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Coronavirus

Crisi Rsa, stipendi in ritardo per decine di lavoratori. Accordo con Alisa per il calcolo dei ristori

Entro un mese dovrebbero essere definiti gli adeguamenti provvisori per coprire le spese dell'emergenza Covid

Genova. Continua il momento di crisi economica per le strutture residenziali dedicate agli anziani, le rsa della Liguria, duramente colpite dalla emergenza sanitaria in corso: permane il trend che ha quasi azzerato i nuovi ingressi a fronte di spese di gestione sempre più alte. E i nodi iniziano ad arrivare al pettine.

A parlarcene una dipendente della Rsa “La benedetta” di Sestri Ponente, che, volendo rimanere anonima, ci racconta di come gli stipendi stiano iniziando ad arrivare con il contagocce: “Da novembre abbiamo visto arrivare in busta acconti – ci spiega – con decurtazioni anche del 50%, che vengono poi saldate a distanza di settimane”.

LA REPLICA DELLA DIREZIONE DE “LA BENEDETTA RSA”

Una situazione che si starebbe verificando anche in altri contesti, e che sarebbe il risultato di una coperta sempre più corta per un settore letteralmente falcidiato dalla crisi sanitaria in corso, divenuta oramai una crisi sistemica.

Gli enti gestori hanno incontrato la dirigenza di Alisa, e nei fatti si è trovato un accorso per calcolare e gestire i ristori per le varie aziende: da parte dell’agenzia regionale c’è l’intenzione, entro un mese, di arrivare ad una adeguamento tariffario per i posti in convenzione (rimasto ad oggi bloccato nonostante l’aumento dei costi), il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti (dovuti alla crescita delle necessita di sanificazione e di protezione del personale e dell’utenza). Si tratterebbe di “calcoli provvisori”, dovuti alla emergenza in corso “e necessari per agire in urgenza – ci spiegano – per poi arrivare, si spera, a specifici approfondimenti in una prospettiva più ampio di revisione del sistema“.

Il calcolo di questi ristori, a cui si potrebbe aggiungere anche quello per il mancato turn over dell’utenza, come richiesto dalle aziende, dovrebbe essere calcolato a partire dallo scorso gennaio, e potrebbe dare ossigeno ad un settore a forte rischio: si calcola che circa il 40% delle strutture socio-sanitarie liguri sia in fase di dissesto finanziario, con circa 3000 posti di lavoro in bilico.

“Siamo soddisfatti dell’incontro – commentano i rappresentanti delle sigle che riuniscono gli enti gestori, e che si sono seduti al tavolo delle trattative – ora ovviamente aspettiamo che alle parole seguano i fatti”. Nel frattempo anche i lavoratori restano in attesa. Dello stipendio.

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