Idea

Covid, la proposta di Sansa: “Vaccinare anche stranieri e migranti senza tessera sanitaria”

"Per garantire la loro salute, ma anche per evitare che possano contagiare migliaia di persone"

Genova. “Vogliamo che sia garantito un servizio di tamponatura e di vaccinazione anche per gli stranieri sprovvisti di tessera sanitaria che soltanto a Genova sono oltre 15mila. Questo per garantire la loro salute, ma anche per evitare che possano contagiare migliaia di persone”. È una delle proposte presentate da Ferruccio Sansa durante il consiglio regionale monotematico sulla campagna di vaccinazione in Liguria. “Chiediamo che sia fornita assistenza sanitaria contro il Covid agli stranieri soli e disperati che passano per Ventimiglia”, ha aggiunto Sansa.

“La realtà è che la Liguria è al secondo posto in Italia per letalità del virus, cioè per rapporto tra persone malate e persone decedute. Nelle nostre città si sono registrate proporzioni doppie, talora triple rispetto ad altre regioni italiane. Insomma, i liguri sono stati curati peggio di altri. Sono morti di più. Questi sono fatti, non basta colonizzare gli studi televisivi con qualche epidemiologo ligure per cancellarli”, osserva Sansa

Toti è anche assessore alla sanità. Doppia, tragica, responsabilità. Da mesi noi dell’opposizione abbiamo denunciato quanto questa sua decisione fosse pericolosa. E si sta rivelando per quel che è: una strategia per smantellare e privatizzare la sanità della nostra Regione. Gli ultimi tasselli si stanno componendo in questi giorni: la decisione di coinvolgere i privati nella campagna vaccinale, la scelta di affidare la gestione di alcuni ospedali, come il Felettino della Spezia, anche ai privati. Il rischio che si corre è che in nome dell’emergenza vengano definitivamente sancite scelte strategiche che cambieranno la sanità ligure per decenni”, continua Sansa.

LE PROPOSTE

“Da qui le nostre proposte – elenca Sansa – chiediamo che sia invertito il meccanismo di prenotazione delle vaccinazioni, cioè che non siano i cittadini a dover contattare l’autorità sanitaria, ma avvenga il contrario, come in altre regioni; chiediamo che i medici non siano più utilizzati come centralinisti per prenotare gli esami, ma che invece si possano interamente dedicare al loro compito: assistere i malati; chiediamo, come ci hanno segnalato medici e operatori sanitari; che si utilizzi un sistema operativo efficace e non quello realizzato da Liguria Digitale che ha provocato tanti ritardi e disguidi; chiediamo che la Regione si adoperi per riconoscere l‘infortunio sul lavoro ai medici che muoiono di Covid e che sia fornita un’assicurazione ai medici che si offrono volontari per somministrare il vaccino; che sia istituito subito un registro di emergenza dei cittadini che si dichiarano disponibili a essere contattati in tempo reale per ricevere il vaccino al posto di chi rinuncia; che, approfittando del periodo di zona rossa legato alla Pasqua e a un auspicato calo dei contagi, si riprenda subito un lavoro di tracciamento; che siano ricompresi tra i soggetti fragilissimi anche alcune categorie non adeguatamente tutelate, come i sieropositivi; che la Regione si adoperi per rivedere i criteri del consenso informato che altrimenti rischiano di escludere dalla vaccinazione le donne in gravidanza e quelle che allattano”.

“Di fronte a loro e a chi si ammalerà noi sentiamo una responsabilità tremenda: dobbiamo fare tutto il possibile per onorare la memoria di chi è morto, non con cerimonie che costano decine di migliaia di euro, ma con azioni concrete. Dobbiamo provare a salvare chi sta male”, conclude Sansa.

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