Coronavirus, oggi primo paziente trattato con anticorpi monoclonali in Liguria - Genova 24
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Coronavirus, oggi primo paziente trattato con anticorpi monoclonali in Liguria

L'annuncio di Toti e Bassetti: "Liguria esempio nazionale per la gestione del Covid". Ecco i centri per la prescrizione

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Genova. “Oggi trattiamo il primo paziente con i monoclonali, credo che la Liguria si ponga come esempio nazionale per la gestione del Covid”. Lo ha annunciato intervenendo a Tagadà su La7 il direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti.

“Credo che questo sia un pezzo di strada per sconfiggere il Covid, vedremo poi quanto potranno essere utili all’assistenza domiciliare di tanti malati”, ha commentato poco dopo il governatore ligure Giovanni Toti.

Il primo paziente è stato un uomo di 71 anni cardiopatico, arrivato in ospedale grazie al protocollo operativo attivo coi medici di famiglia che segnalano al San Martino i pazienti positivi. “È stato ricoverato per circa un’ora e poi è tornato a casa – ha spiegato Bassetti -. Domani mattina tratteremo altri 2 pazienti, siamo pronti per farne 15 al giorno“.

Secondo gli studi, gli anticorpi monoclonali abbasserebbero del 70% le ospedalizzazioni e del 70% i decessi. Il protocollo prevede la presa in carico del medico di medicina generale congiuntamente all’infettivologo, che ha quindi la possibilità di valutare se il paziente presenta le condizioni di rischio per essere sottoposto al trattamento.

“L’anticorpo monoclonale – ha aggiunto Bassetti – deve essere somministrato molto precocemente, entro 72 ore dal tampone o entro 10 giorni dall’esordio dei sintomi. Non si può aspettare che il paziente arrivi in ospedale, ma si deve andare a prendere a casa. Lo scopo è quello di far sì che una forma di Covid iniziale non evolva in una forma grave”.

I pazienti dovranno rispondere a due principali requisiti che rientrano nei criteri di eleggibilità stabiliti dall’Agenzia italiana del farmaco. un’età superiore a 65 anni e la presenza di una comorbidità. L’assegnazione delle dosi ai centri è stata decisa da Aifa in base alla prevalenza dei contagi.

I centri individuati per la somministrazione in Liguria sono quattro:

  • ASL 1: Malattie Infettive presidio ospedaliero di Sanremo;
  • ASL 2: Malattie Infettive presidio ospedaliero San Paolo di Savona;
  • ASL 5: Malattie Infettive presidio ospedaliero S. Andrea di La Spezia;
  • Ospedale Policlinico San Martino: Clinica Malattie infettive.

“Sono orgogliosa che sia stato attribuito alla mia struttura il coordinamento logistico e l’interfaccia con le autorità centrali e il ministero della Salute – sottolinea Barbara Rebesco, direttore Politiche del farmaco di Alisa -. Grazie alla sinergia tra medici ospedalieri e medici di medicina generale, che hanno la responsabilità di selezionare i pazienti eleggibili, l’utilizzo di questo farmaco innovativo ci permetterà di avere un’arma in più nella cura della malattia da Covid-19. In collaborazione con il Diar Malattie Infettive, coordinato dal professor Matteo Bassetti, stiamo redigendo il protocollo operativo regionale per garantire il coinvolgimento dei Medici di famiglia e delle squadre Gsat che avranno il compito di individuare e selezionare i pazienti da indirizzare ai centri specialistici ospedalieri per la prescrizione e la somministrazione degli anticorpi monoclonali”.

Al fine di garantire la massima sicurezza del paziente, è previsto che il trattamento con anticorpi monoclonali sia somministrato nell’ambito di una struttura ospedaliera o comunque in setting che garantiscano una pronta e appropriata gestione di eventuali reazioni avverse. Il coordinamento scientifico è attribuito ad Alisa, insieme al Diar Malattie infettive, al fine di assicurare il monitoraggio della sicurezza e dell’efficacia di questi farmaci e l’uniformità del processo a livello regionale.

I primi 75 flaconi erano arrivati l’latro ieri, consegnati in Liguria all’ospedale di Sarzana, a Sanremo e al policlinico genovese. Si tratta di anticorpi monoclonali Bamlanivimab, destinati a pazienti non ospedalizzati, con patologia lieve o moderata. I costi al momento sono tutti a carico del sistema sanitario nazionale, quindi non comportano alcun esborso per la Regione.

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