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Coronavirus, il comitato tecnico scientifico: “Chiusure nei weekend come a Natale”

Le richieste al Governo: rafforzare le misure in zona gialla, restrizioni locali come a Codogno, accelerata sui vaccini

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Roma. Rafforzare le misure per le zone gialle, con l’obiettivo di ridurre i contatti tra le persone. Zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno. Chiusure nei fine settimana, come già fatto durante le vacanze di Natale. Sono alcune delle indicazioni che, secondo quanto apprende l’agenzia Ansa, gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato al governo alla luce dell’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane.

Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing. L’altra indicazione è quella di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile. Per il comitato tecnico scientifico c’è la necessità di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti.

“Se chiedete la mia posizione su un lockdown nazionale, penso che adesso non serva qualcosa di generalizzato. Vanno guardati i dati di settimana in settimana. Sicuramente un rafforzamento di alcune misure è necessario. Nel frattempo la vaccinazione va avanti”, ha detto intanto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. “Non sono favorevole a un lockdown generalizzato ma a misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree, aspetterei che si pronunci il Cts. Un rafforzamento in alcune aree del Paese vi è già stato con le nuove Regioni che hanno cambiato colore”.

All’ipotesi di un nuovo minilockdown si oppone anche il presidente della Liguria Giovanni Toti: “Il virus continua a far male, è vero, ma oggi sappiamo come combatterlo e abbiamo una preziosa arma in più, i vaccini. Per questo sono contrario all’ipotesi di una chiusura generalizzata, che non gioverebbe né al contenimento della pandemia né a un Paese ridotto ormai allo stremo – ha ribadito oggi su Facebook -. Serve un modello come quello ligure: misure chirurgiche, talvolta molto dolorose, ma mirate laddove le curve pandemiche ci dicono che occorre intervenire. Combattere il virus si può, senza costringere gli italiani a tornare esattamente a un anno fa”.

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